Digital Geist: The zero engine

161
0
Condividi:

Ver Sacrum Negli ultimi dieci/quindici anni l’evoluzione della musica elettronica ha rappresentato uno dei cambiamenti più complicati e sorprendenti che si possano ricordare, infatti solo nel caso di pochi altri generi si può parlare di trasformazioni altrettanto veloci e radicali rispetto a quello che esisteva in precedenza. Ovviamente tutto ciò è da attribuire in buona parte alla possibilità di avvalersi di nuove tecnologie e di utilizzare il computer per poter comporre musica, cosa che ha permesso a chiunque avesse qualche velleità artistica di produrre il materiale più disparato e di farlo conoscere in giro. Oggi come oggi il termine “elettronica” non ha più un senso vero e proprio ed è un po’ come dire “rock”, entrambe infatti sono parole generiche che significano tutto e niente, e che per certi versi hanno perso il loro valore semantico perché sono state via via sostituite da vocaboli ben più specifici (nel caso della prima mi riferisco ad esempio a EBM, drum ‘n’ bass, rhythmic noise, techno, breakbeat, trance, house e vari altri ancora). Noi di Ver Sacrum cerchiamo di proporvi band che rappresentino un po’ tutte queste categorie, ma a volte è davvero difficile star dietro all’enorme quantità di album che vengono prodotti, per non dire quasi impossibile. Uno dei generi meno trattati su queste pagine è sicuramente la trance, che è anche uno dei punti di riferimento principali dei Digital Geist, duo newyorkese (formato da Alex Kourelis e da Newt ) attivo già da alcuni anni, ma che solo adesso arriva a pubblicare il primo full-lenght, alla realizzazione del quale hanno contribuito membri di Front 242, Neotek, Timid e Dharma Lab. Il disco si compone di dodici lunghe tracce non troppo ripetitive e caratterizzate da un numero di bpm non eccessivamente alto, nelle quali lo stile musicale poco fa nominato si sovrappone (e talvolta lascia anche notevole spazio…) a divagazioni IDM e a qualche piccolo accenno di breakbeat. Personalmente avrei preferito un maggior sbilanciamento verso quest’ultimo tipo di sonorità, ma non posso negare che i quasi settanta minuti di durata del cd passano con grande velocità, e che i pezzi inclusi sono piuttosto gradevoli grazie alla loro varietà e, tutto sommato, anche alla loro immediatezza. Senz’altro The zero engine è uno di quei lavori che si rivolgono ad una cerchia di ascoltatori ben precisa, ma tenendo conto di quanto è stato detto all’inizio della recensione tale cerchia è destinata ad allargarsi sempre di più, e oltretutto nel giro di pochissimo tempo!!

Web: http://www.digitalgeist.com/
Email: digitalgeist242@gmail.com
Condividi:

Lascia un commento

*