Aa.Vv.: Projekt 2007.1

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Ver Sacrum E’ tradizione di casa Projekt far uscire periodicamente delle compilation che vengono vendute sul loro sito a basso prezzo (meno di 2 dollari!) o distribuite come omaggio ai clienti del loro negozio on-line. Questa in esame è la prima raccolta del 2007: sebbene la sua distribuzione sarà gioco forza limitata vale la pena di parlarne se non altro per fare il punto su una delle etichette più interessanti ed originali della scena. Tra l’altro ci sono diversi nomi che non avevo mai sentito prima, ovvero i Melodyguild, i Khvarena e gli As Lonely As Dave Bowman (a cui va il premio per il nome più improbabile). Tutti e tre hanno avuto recentemente un CD pubblicato da Sam Rosenthal, patron della Projekt. Un solo brano è poco per farsi un’idea precisa della loro musica ma proviamo comunque a descrivere le loro proposte: i primi mi hanno ricordato molto i Faith & Disease, con il loro pop malinconico con le chitarre elettriche in evidenza e la voce femminile. Carini ma non imperdibili. Davvero bello “Nabah” dei Khvarena, un brano di sapore ritualistico con le percussioni etniche in evidenza. As Lonely… presenta invece un episodio di sapore dark-ambient, minimale e oscuro, piuttosto inquietante e interessante, sebbene si tratti di un estratto e quindi non facilissimo da valutare al di fuori del suo contesto. Oltre a questi “newcomers” nella compilation ci sono altri cinque artisti Projekt già noti agli aficionados dell’etichetta, ovvero Autumn’s Grey Solace, Voltaire, Unto Ashes, Android Lust e Steve Roach, più una sorpresa di cui parliamo dopo. “Treasure box” degli Autumn’s… è un brano carino, dopo Melodyguild un’altra incursione nei territori della darkwave più leggera e malinconica. Voltaire invece o si ama o si odia: io propenderei per la prima scelta ma devo ammettere che il suo goth-cabaret, ormai arrivato al quarto album se non erro, mi è un po’ venuto a noia. D’altra parte la sua ricetta è sempre quella, ironia macabra e corrosiva su una base musicale kletzmer: carina ma basta. Degli ottimi Unto Ashes abbiamo ampiamente parlato qualche mese fa e visto che il brano è preso dal loro ultimo CD Songs for a widow non vale la pena di dilungarsi. Per Android Lust invece ancora non mi capacito di aver ignorato in questo spazio il suo Devour, rise and take flight uscito da oltre un anno. Purtroppo l’unico modo certo per recuperare i CD della Projekt è via mail order e fra una cosa e l’altra ho sempre procrastinato l’ordine. Peccato, perché come confermato anche dal pezzo qui presente (il singolo “Dragonfly”) Android Lust è un ottimo esempio di come interpretare la lezione dei Nine Inch Nails in un’ottica femminile. Steve Roach non ha certo bisogno di presentazioni, visto che è uno degli artisti più rappresentativi della musica ambient e sperimentale: anche in questo caso Sam Rosenthal ha incluso un frammento da uno dei lunghi brani di questo artista. E infine c’è la sorpresa ovvero…. Mortiis! A oltre dieci anni dalla sua uscita la Projekt pubblica ora il seminale album del folletto norvegese, ovvero Keiser Av En Dimensjon Ukjent, rilasciato all’epoca dalla Cold Meat Industry, un vero must del dark ambient. Per concludere il CD in una quarantina di minuti dà una buona idea sullo stato (in salute direi) della Projekt: personalmente mi ha fatto venire la voglia di rimettermi in pari con le ultime uscite di questa etichetta americana.

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