Autoaggression: Artefacts

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Ver Sacrum Messisi in evidenza con il precedente “Gerauschinformatik”, piu’ o meno unanimemente accolto da commenti positivi, tornano gli Autoaggression, che con il nuovo “Artefacts” ribadiscono la loro attitudine per un musica elettronica sofisticata e sperimentale, dalle influenze piu’ svariate e che sfugge alle facili catalogazioni di genere. Se l’album precedente era contraddistinto da una manciata di “hits” con il resto del disco non all’altezza di queste, “Artefacts” risulta forse piu’ omogeneo ma con meno pezzi dall’impatto immediato; in tal senso il brano che svetta sul resto della tracklist è “A thousand fires”, interpretata da Eskil Simonsson dei Covenant (un brano veramente bello). Suggestive sono le crepuscolari “Shallow things” e “Words” interpretate invece da Nives; i ritmi si fanno piu’ serrati in “Speed” (già inclusa sul sampler “Dependence vol.2”), “The sky is not yours ” e “Blame”, mentre francamente tediose nel loro esasperato minimalismo sono le conclusive “Scape 1” e “Digital woods”. Autoaggression si conferma quindi come progetto decisamente originale nel contesto del panorama “elettro-dark” (con cui a ben vedere ha forse poco da spartire), capace di sviluppare brani dalle strutture articolate e complesse ma comunque (quasi) sempre interessanti.

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