DeV: Dämonische

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Ver Sacrum A distanza di pochi mesi dalla release di Necrophonie, Devis G. (già Teatro Satanico e Lunus) presenta l’ennesima delle sue incarnazioni sonore con il primo lavoro a nome DeV. Aggiungo, uno dei pochi casi a me noti in cui, a dispetto dell’attività in contemporanea su diversi progetti, ognuno di questi mantiene una propria definita personalità, e un livello qualitativo sempre molto elevato: e stavolta ci troviamo di fronte ancora a un lavoro sperimentale ma coerente, vario e strutturato in maniera efficace, che trova un continuum nelle sue escursioni nei diversi territori di quello che i profani defiscono rumore. Chi ne ama le forme più oscure subirà il fascino dark-industriale di “Demoniaco è ciò che non si può risolvere con l’intelletto e la ragione”, nell’ossessivo inabissarsi tra stridori metallici e gorgoglii infernali, mentre i palati più fini troveranno in “RV” una gradita sorpresa, su atmosfere glitch-idm levigate e taglienti – e, se non avessi saputo di chi era il brano, avrei sicuramente pensato di ascoltare una release della Hymen o etichette affini! Da segnalare in maniera imperativa “Arbor Mortis”, per chi scrive il brano più completo dell’album, di un’oscurità soffocante, in commistione tra atmosfere dark-ambient e frequenze disturbate e irregolari, attraversate da una vena orrorifica impalpabile e tremendamente presente – un brano che avrei voluto nella colonna sonora di “Evil dead”, saturo di un Male conscio della sua pericolosa attrattiva. Quando la poliedricità si accompagna al talento, nascono progetti come DeV. Da evitare accuratamente per gli aficionados della solita solfa, un “must listen to” per coloro che ( e conto siano la maggioranza…), oltre la forma, hanno voglia di idee.

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Email: info@sottomondo.com
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