Aa.Vv.: Where are you Europe?

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Ver Sacrum Nel novero delle net labels che ultimamente stanno popolando la rete, la polacca Kaos Ex Machina ha fatto il suo ingresso in grande stile. Nell’arco di pochi mesi, la quantità e qualità delle releases (nonché, diciamolo, il passaparola su MySpace!) hanno contribuito a farla “emergere dalla mischia” in maniera convincente, e la doppia compilation “Where are you Europe?” ribadisce ulteriormente il concetto, riunendo nomi emergenti e altri già noti della brown and grey area – più divagazioni annesse- in un assemblaggio che fornisce un quadro benaugurante di ciò che accade al di fuori dei “giri” maggiori. L’impressione che si trae, dopo l’ascolto, è quella di un underground in ottima salute, non sempre – come in tutti i generi e i contesti, giustamente – capace di tirare fuori assolute novità, ma continuamente in cerca di vie personali, di un quid da associare al proprio nome, con risultati mediamente molto efficaci – sempre che si possa fare una media con 24 progetti differenti da considerare… Raramente trapela la noia, anche nei passaggi più “regolari”, e le intenzioni vanno nella stragrande maggioranza dei casi di pari passo con una qualità a mio parere essenziale: la ricerca di un segno distintivo, la musica che si fa percepire realmente come espressione. Come si evince subito dall’opener affidata a Horologium, incalzante tra giri di valzer e marce belliche, e alla successiva traccia del progetto statunitense Roto Visage, ambient noise opprimente, disturbante come un incubo ciclico; trova riconferma piena l’oscura creatività di Rukkanor e spicca la “classica ma efficace” track di Krepulec, must per gli amanti dell’acustico-marziale. Nella seconda parte, sorprende in primis Experiments in Darkness, con una “Frozen” che sembra rubata al Nick Cave era Tender Prey, forse anacronistica nel contesto ma forte di una melodia tanto malinconica quanto tagliente, l’excursus etno di V7, e la bellissima track del nome già noto Cold Fusion (fresco di stampa il nuovo “Simmetria”), in bilico tra dark ambient e sincopi ritmiche improvvise, per un risultato di impatto e fascino crescenti. Un’iniziativa lodevole sia per il principio, che per il risultato, che conferma la serietà e la passione di questa net-label: una graditissima sorpresa per chi è già avvezzo ai generi trattati e un’introduzione meritevole (se bastasse anche solo il magico e comprovato potere della parola “gratis”!) per curiosi, neofiti e potenziali interessati. A Kaos Ex Machina i complimenti di chi scrive per aver portato una gradita novità. E per averlo fatto nel migliore dei modi.

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