Angelspit: Krankhaus

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Ver Sacrum Guardando la cover di Krankhaus non avrei mai potuto immaginare che gli Angelspit provenissero da Sydney, Australia, e invece mi sono dovuta ricredere quando sono andata a leggere le loro note biografiche, che peraltro non sono poi così tanto ricche di informazioni come avrei sperato… Di sicuro si sa che il duo in questione (formato da un’avvenente signorina dai lineamenti orientali, abbigliata in puro stile cyber-manga, e da un tipo non altrettanto interessante, ma vestito più o meno alla stessa maniera…) si è formato nel 2004 e che dal vivo ha supportato band come KMFDM, Tankt, Angel Theory ed Ikon. Il cd che ci propone è un prodotto professionale e ben curato, non solo per quanto riguarda l’aspetto prettamente musicale ma anche per ciò che concerne la grafica e le foto incluse nel booklet di sedici pagine, improntate su quell’esagerata e pacchiana (ma sempre piacevole e divertente a vedersi!!) estetica che di solito caratterizza un po’ tutta la fetish/cyber fashion. Del resto il fatto che i due non siano delle persone particolarmente “tendenti alla raffinatezza” (!!) è dimostrato anche dalle tematiche trattate nei loro testi (che parlano di esperimenti medici e di svariati argomenti a sfondo orrorifico-grottesco) e dal genere a cui sono dediti, un electro industrial dal sapore un po’ “rétro” (da notare che il gruppo utilizza synths analogici…) contraddistinto da beats robusti e piuttosto grezzi, che necessita svariati ascolti per essere apprezzato appieno, ma che tutto sommato è abbastanza piacevole ed efficace. Di certo il materiale presente nell’album è tutto tranne che scontato e commerciale, e infatti se volete sentire delle versioni ballabili di queste track vi consiglio di procurarvi l’edizione limitata di Krankhaus, contenente i club remixes ad opera di gente come Combichrist, Stromkern, Ego Likeness, The Mercy Cage, Tankt e via dicendo, che senz’altro vi capiterà anche di ascoltare agli alternative parties di questa primavera. Insomma, direi che si tratta di un debutto che non passerà certo inosservato, e di una formazione con le carte in regola per ritagliarsi un piccolo ma significativo spazio nell’affollata scena musicale odierna.

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