Boykillboy: Civilian

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Ver Sacrum I nostalgici del romantic-pop anni ottanta possono dormire sonni tranquilli da ora in poi, infatti tra le numerosissime nuove band inglesi uscite negli ultimi tempi ce n’è una che fa al caso loro, e si chiama Boykillboy. I quattro ragazzi che la compongono (gli ennesimi sbarbatelli con tanta voglia di fare successo e un buon talento su cui contare…) hanno realizzato un album “furbetto” e così immediato che la prima volta che lo ascolti hai l’impressione di averlo già sentito, forse anche a causa della sua somiglianza con alcune cose degli americani The Killers. Anzi, per la verità gli autori di Civilian sono riusciti a fare ciò di cui Brandon Flowers e compagni, di recente, non sono stati affatto capaci (vedi il loro nuovo e deludente disco…), e cioè regalarci una manciata di canzoni fresche e piacevoli ma inequivocabilmente legate ad un certo modo di far musica che era in voga più di due decadi fa, e che poi pian piano si è andato perdendo. Nella biografia del gruppo si legge che i suoi componenti hanno avuto come punto di riferimento formazioni come Depeche Mode, Cure, Julian Cope e (udite udite!) Faith No More, ma tra i nomi che ho fatto è soltanto il terzo ad avere una vera e propria attinenza con quanto proposto da questo cd, che in generale sembra anche essere stato ispirato da gente come Duran Duran e Spandau Ballet (vedi ad esempio un brano come “On and on” per quanto riguarda la somiglianza con i primi, e “Showdown” per ciò che invece concerne la band di Tony Hadley). A questo punto molti di voi si staranno chiedendo se un lavoro del genere può essere di interesse anche per quelli a cui degli anni ottanta non importa granché, e la mia risposta a tale quesito è che ovviamente i Boykillboy, pur avendo parecchio in comune con certi “vecchi” gruppi british, hanno saputo rielaborare in chiave moderna la formula che li aveva resi famosi, evitando per esempio che i brani più melodici suonassero un po’ troppo “mielosi” e utilizzando gli arrangiamenti tipici del rock invece che quelli marcatamente pop. Il risultato è quindi un album che, pur essendo leggerino e molto commerciale, potrebbe essere apprezzato anche da chi di solito predilige altri tipi di sonorità, se non altro perché queste canzoni hanno dei ritornelli così gradevoli e accattivanti che perfino l’ascoltatore più scettico e imperturbabile potrà ritrovarsi a canticchiarli tra sé e sé…

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