Supreme Court: Hypocrites & Saints

0
Condividi:

Ver Sacrum Secondo album (dopo “Yell It Out” del 2005) per il progetto di Kay Haertel, ex membro dei DavaNtage. Dopo il non esaltante disco di debutto, Kay continua a seguire i percorsi musicali su cui si muove da anni e sui quali si sente ovviamente a suo agio, ovvero elettro-industrial “old school”, dal deciso piglio ritmico e dai testi impegnati, che sa produrre brani indubbiamente validi, come l’ottima opener “Jealous Man”, la già nota “Voice of lying” (apparsa sul sampler della Black Rain “A Compilation 2”), “Hide in fear” e “Things that we forget” che vede alla voce il cantante dei Solitary Experiments; si tratta di brani che innegabilmente si rifanno in maniera decisa al sound dei DavaNtage, gruppo a mio avviso sottostimato e di cui non manco mai di sottolineare il valore. Meno convincenti sono altri brani, sopratutto quando si decide di puntare sul cantato eccessivamente distorto, avvicinandosi pericolosamente all’harsh-elettro piu’ becera (si vedano “Rush of blood” e “Carefully Deceived”, interpretata da Painbastard). “Hypocrites & Saints” è un disco che alterna quindi cose buone ad altre francamente dozzinali, risultando nel complesso discreto (certamente una delle migliori recenti release del non esaltante catalogo Black Rain/Noitekk), evidenziando qualche progresso rispetto al precedente “Yell It Out”. Per i fans piu’ accaniti, il cd è disponibile in “limited edition”, il cui secondo cd contiene altre 11 tracce, tra remix e brani risalenti agli anni 1995-1996, quando il sound di Supreme Court era piu’ indirizzato verso l’industrial ed il gruppo era un side-project dei DavaNtage.

Condividi:

Lascia un commento

*