The Stooges: The weirdness

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Mai e poi mai avrei immaginato di ritrovarmi a recensire un lavoro degli Stooges, e invece eccomi qua a parlare dell’ultima fatica di una formazione leggendaria che ha anticipato mode e tendenze, influenzando un numero infinito di gruppi rock e punk. Non che la cosa non abbia un che di assurdo, e a dimostrarlo ci sono i trent’anni e passa trascorsi dall’uscita dell’ultimo album della band (sto parlando di Raw power, datato 1973!!!), ma fa comunque piacere avere a che fare con un cd come The weirdness e con un’allegra brigata di “nonnetti” che invece di passare le loro serate giocando a carte hanno pensato bene di ricominciare a buttar giù una serie di canzoni semplici, ruvide e sporche quanto basta. A fare tutto ciò si sono messi dei signori che si chiamano Iggy Pop, Ron Asheton e Scott Asheton (ovverosia i membri fondatori del gruppo…), aiutati dal bassista Mike Watt (Minutemen/fIREHOSE) e dal sassofonista Steve Mackay (già presente su Fun House) oltre che dal produttore Steve Albini, e devo dire che il risultato non è poi così malvagio se si fa un paragone con i “frutti” generati da certe improbabili e recenti reunion di altre band storiche! Ovvio che qui non si sta parlando di un gran disco, anzi direi che questa release per certi versi lascia abbastanza perplessi, ma se non altro c’è da apprezzare il fatto che non è noiosa, che i pezzi sono alquanto energici, tirati e orecchiabili, e soprattutto che dall’inizio alla fine si ha l’impressione che si tratti di roba suonata da dei ventenni un po’ inesperti che hanno solo voglia di far casino e divertirsi. Insomma, più che la musica mi piace moltissimo lo spirito dell’album, messo in risalto da una produzione secca e scarna che accentua i difetti piuttosto che nasconderli, ma che non poteva davvero essere più appropriata di così. L’impressione generale è che l’Iguana e i suoi soci ci abbiano voluto dire qualcosa come: “Hey ragazzi, questa roba l’abbiamo inventata quando tanti di voi non erano nemmeno nati, e per ora non ci siamo ancora dimenticati come si fa a farla!!”, e noi non possiamo che dargli ragione su questo punto, anche se sono sicura che in parecchi troveranno mille motivi per dire che il cd non andava pubblicato. Io però non faccio parte della categoria appena nominata, e so che ogni tanto andrò ad riascoltarmi con piacere la primordiale miscela di garage e rock che gli Stooges (del 2007) hanno voluto riproporci…

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