White Alien: Albatron

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Ver Sacrum Guardando la cover di questo cd dei White Alien (curioso che in passato nessuno abbia mai pensato di usare un nome simile, dato che è così carino…), e non avendo la minima idea di chi fossero, ho fortemente sperato che non si trattasse dell’ennesimo project dark-ambient o pseudo-industrial/noise, perché non se ne può davvero più di tutta questa gente che, con la scusa che adesso è facile realizzare un certo tipo di musica con l’aiuto del computer, pubblica cd inutili, senza senso e di una noiosità unica, che non aggiungono nulla a quanto già si sapeva riguardo determinati generi. Per fortuna la band guidata da Mannequeen 7317 non c’entra nulla con il discorso fatto finora, e anzi si fa subito notare per l’originalità e la stranezza della sua proposta, che mi ha convinto fin dal primo ascolto. Descrivere le dodici tracce contenute in Albatron non è un’impresa facile, infatti in alcuni casi si ha l’impressione che il gruppo sia stato influenzato dall’industrial metal, ma in molti altri ci si rende conto che chi ha composto l’album, nel corso degli anni, deve aver assunto massicce dosi della più svariata musica elettronica (sembrerà quanto mai bizzarro ma sentendo queste canzoni mi sono venuti in mente i Rockets, così come certe cose di Jean Michel Jarre e perfino tante formazioni synth-pop moderne!). Quello che mi ha colpito dei White Alien è che hanno scelto di non “esagerare”, decidendo di percorrere la via della ricerca e dell’eleganza sonora invece che quella (più semplice e commerciale) della “tamarraggine”, termine che non ho mai usato con una connotazione negativa ma che sta ad indicare un sound molto “tosto”, aggressivo e diretto. Come dicevo Mannequeen e soci si sono ben guardati dal fare cose scontate, realizzando brani particolari e intriganti, caratterizzati da ritmiche mai troppo veloci, da suoni dall’effetto straniante e da vocals decisamente fuori del comune (poteva essere altrimenti??), mixate bassissime rispetto a tutto il resto. Una bella scoperta insomma, resa ancor più piacevole dal fatto che la band in questione (vi assicuro che non è un caso se finora non l’avevo ancora detto!) è italiana…

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