Young Gods: Super Ready/Fragmenté

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Ver SacrumGli Young Gods sono tornati; a dire il vero, non posso dire che se ne siano mai andati ma in qualche modo li avevo persi per strada ai tempi di quello strano CD che si intitolava Heaven deconstruction e che ha fatto da apripista ad una serie di album un po’ al di fuori del suono canonico del gruppo svizzero. Li ritrovo dopo oltre dieci anni, casualmente proprio al rientro dal loro excursus musicale attraverso le diverse forme della musica elettronica degli anni ‘90, e la prima cosa che non ho potuto fare a meno di notare è che il loro marchio di fabbrica non è affatto cambiato: sono passati diversi anni, grandi nomi hanno rivoluzionato il mercato musicale, eppure un brano degli Young Gods rimane inconfondibile; forse è quella miscela tutta speciale di suoni che riescono ad essere metallici e industriali senza essere “metal” e “industrial”, oppure quella voce che potrebbe non sembrare niente di che ma che è impossibile assimilare ad altre o, ancora, quei ritmi sincopati che sembrano togliere il respiro: sta di fatto che, con questo nuovo CD, il trio si riavvicina stilisticamente a quello che viene da molti (me compreso) considerato il loro capolavoro, cioè TV Sky; beninteso, i suoni qui presenti sono meno compatti e devastanti (anche se non di molto) rispetto a quelli dell’album appena citato, ma in quest’ultima opera, si aggiunge qua e la una forte vena psichedelica che costituisce una gradita sorpresa per il sottoscritto. Nel complesso direi che il trio riesce a tenere sempre alto il livello qualitativo all’interno del disco, con brani tirati e dai riff taglienti e mozzafiato ma, alle stesso tempo, accompagnati da ritornelli accattivanti che catturano la mente e si infilano in un pezzetto di cervello dal quale usciranno nel momento più impensato. Un ascolto sicuramente consigliato.

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