AFI

0
Condividi:
Davey Havok/AFI

Davey Havok/AFI a Milano (Foto di Salvatore Iodice @ www.myspace.com/salvorevenge)

Da quattro anni gli AFI mancavano dai palchi italiani, da quel settembre 2003 in cui, a metà pomeriggio, si esibirono all’Independent Days Festival di Bologna, infiammando un pubblico già piuttosto numeroso accorso a vedere mostri sacri come Cramps e Rancid. Fu proprio quel giorno che decisi di iniziare a interessarmi ad un genere che allora era soltanto ai primi “stadi” della sua evoluzione, e che nel giro di poco tempo è diventato un vero e proprio fenomeno musicale. Sto parlando del cosiddetto emo-goth, e cioè di quella particolare variante del punk rock contraddistinta da atmosfere un po’ particolari, talvolta oscure o quasi malinconiche, e a cui solitamente sono dedite formazioni dal look molto curato, quasi sempre incentrato su abiti “all-black” e su un trucco vistoso. Chiaro quindi che non potevo perdermi la calata in terra italica dei quattro californiani, che negli Stati Uniti sono ormai delle rockstar (il loro ultimo disco,Decemberunderground, è arrivato al numero uno della classifica di Billboard!), ma che anche in Italia cominciano a cavarsela bene, considerando le incredibili scene di fanatismo a cui ho assistito durante la serata di cui sto per parlarvi. C’è poi un altro motivo per cui provo simpatia per gli AFI, ed è legato al fatto che il loro cantante Davey è “uno di noi”, vale a dire uno che ama la musica inglese degli anni ottanta (si è addirittura fatto tatuare la scritta “MOZ” sul polso…), l’elettronica/EBM e che va perfino a vedere i concerti dei Cinema Strange quando a questi ultimi capita di suonare a San Francisco (notizia che mi è stata confermata dallo stesso Michael Ribiat, chitarrista dell’ensemble losangelino)!!

Alle 17.30 del pomeriggio, l’ora in cui sono arrivata davanti al Rolling Stone, c’erano già un centinaio (o forse più…) di persone in fila, situazione che sinceramente mi ha sorpreso e che non avevo affatto previsto! Inutile dire che man mano la cosa si è andata complicando, un po’ perché lo storico locale si trova in una via abbastanza centrale e trafficata, e poi perché sia chi già possedeva i biglietti che chi ne era sprovvisto (e si accalcava nei pressi della biglietteria…) era costretto a condividere con gli altri pochi metri quadrati di spazio, condizione che ha “sfiancato” un po’ tutti e che faceva sperare poco di buono riguardo a ciò che sarebbe potuto accadere una volta entrati all’interno. E della serie “detto fatto”, subito dopo l’apertura del Rolling c’è stato l’assalto alle transenne e ai posti più vicini al palco, che per fortuna sono riuscita a guadagnare e mantenere, ma che mi sono costati un notevole dispendio di energie e uno stress non da poco! A volte neanche ai concerti di band molto famose ci sono la calca e la “competizione” che ho potuto notare in quell’occasione, ma devo dire che la cosa ha avuto anche risvolti alquanto divertenti (difficile scordare la “ramanzina” che la mia vicina di postazione ha fatto ad alcune persone che insistevano nel voler passare avanti!!). Mentre assistevo a queste buffe scenette si sono esibiti gli svedesi Blindside, decisamente anonimi con il loro metalcore “da manuale” e poco in tema con la serata, che avrebbe richiesto la presenza di un gruppo dedito ad un genere più vicino a quanto proposto dagli headliners. C’è però da osservare che il pubblico ha apprezzato, e che i tre quarti d’ora dell’esibizione (a mio parere piuttosto soporiferi…) per qualcuno hanno rappresentato un piacevole diversivo in attesa dell’arrivo degli AFI.

Viste le premesse, è inutile descrivervi la situazione in cui mi sono trovata non appena Mr Davey Havok e compagni sono saliti sul palco: in pratica ero come una sardina in scatola, con le braccia appoggiate sulle spalle del malcapitato che avevo accanto, ma non me ne poteva importare di meno (cioè, non di quel poveretto, ma di essere una specie di sardina…) perché finalmente loro erano lì a pochi metri, pronti per far scatenare il finimondo. Difficile dire cosa ho pensato in quei momenti, non lo ricordo nemmeno perché l’emozione era grande, ma la gente che avevo intorno è impazzita e sono anche sicura che, così come a me sono venuti i brividi di freddo (nonostante i trenta e passa gradi che c’erano nel locale), a qualcuno sarà pure scesa qualche lacrimuccia… Riguardo alla reazione della band, devo dire che quest’ultima non mi è sembrata sorpresa dal fatto che il pubblico stesse un po’ perdendo il lume della ragione, e si è resa protagonista di una performance tecnicamente molto apprezzabile, dimostrando forse fin “troppa” professionalità e un certo distacco nei confronti dei fan. Al di là del bassista Hunter, che per più di un’ora ha guardato fisso davanti a sé e non ha mai accennato un sorriso, anche il cantante (che comunque, dal punto di vista dell’interpretazione, è quasi inattaccabile…) mi è sembrato che non volesse lasciarsi coinvolgere più di tanto, e difatti se ne è rimasto un po’ sulle sue per tutto il concerto, limitandosi a fare un unico giretto di un paio di metri “sopra” alcuni dei presenti (che a un certo punto si sono ritrovati costretti a sorreggerlo in piedi sulle loro teste!!). Riguardo invece la scaletta proposta, i quattro hanno optato per un mix ottimamente bilanciato, che ha incluso soprattutto brani tratti dall’ultimo disco e dal precedente Sing the sorrow, ma non è mancata neanche qualche divagazione (vedi ad esempio la cover di “Just like heaven” dei Cure e alcuni pezzi un po’ più vecchi come “Days of the phoenix”, “Wester” o “God called in sick today”). Inutile dire che la gente non si è fatta certo pregare ed ha cantato tutte le canzoni, ma i cori più forti si sono sentiti durante le ormai classiche “Girl’s not grey”, “The leaving song Pt. II”, “Kill caustic”, “Silver and cold” e “Miss murder”, accolte con un entusiasmo davvero impressionante (a proposito, non vi ho ancora parlato del ragazzo che stava davanti a me, e che urlava “Ti amo” al bel Davey??).

AFI

AFI a Milano (Foto di Alessia per www.afireinsideitalia.net)

Insomma, un concerto che è stato vissuto quasi da tutti in maniera molto intensa e che, nonostante le osservazioni fatte in precedenza, ha confermato in pieno il valore di una formazione che, nel suo piccolo, ha contribuito in maniera molto significativa alla creazione di un vero e proprio trend. L’impressione è che essa senta parecchio il peso del successo ottenuto, e infatti ciò che è accaduto poco più di un’ora dopo la fine dello show mi ha fatto capire che forse gli stessi organizzatori della serata avevano sottovalutato l’interesse che poteva esserci intorno agli AFI. Dico questo perché all’affollatissimo aftershow tenutosi presso il Transilvania Live si è presentato il solo cantante, giunto lì con tanto di “scorta” e nascosto da un’improbabile felpa di pile con il cappuccio tirato su per nascondere il viso. In pochi secondi è stato accompagnato dietro il bancone del bar, dove qualcuno gli ha messo in mano un enorme pitone albino (una scena davvero assurda, un po’ in stile Grande Lebowsky…) e dove quel poveretto ha dato l’impressione di sentirsi veramente a disagio (ho saputo soltanto dopo che è rimasto molto sorpreso dal gran numero di persone presenti, e non se l’è sentita di fare un normale “meet & greet”!). Sono trascorsi pochi attimi e poi Davey è scappato via di corsa, con decine di fan impazziti al seguito (per non parlare di quelli sparsi qua e là…) che probabilmente sono rimasti un po’ delusi da tale comportamento, ma che si sono dovuti accontentare di quel “mordi e fuggi” a mio parere un po’ grottesco e insensato, che ha però reso ancora più curiosa una serata già di per sé difficile da dimenticare! Speriamo solo che non passino altri quattro anni prima di poterli rivedere da queste parti, e che la prossima volta non si lascino intimorire dagli atteggiamenti molto “calorosi” (ma innocui…) dei loro supporters italiani!

Tracklist
Prelude 12/21
Girl’s not grey
Kill caustic
The leaving song Pt. 2
Summer shudder
Wester
Silver and cold
Dancing through sunday
This time imperfect
Death of seasons
The leaving song Pt. 1
Days of the phoenix
Just like heaven
Love like winter

Bis
God called in sick today
Miss murder

Un ringraziamento particolare a Salvatore ed Alessia (per le loro belle foto!) e a Diana…

AFI

AFI a Milano (Foto di Alessia per www.afireinsideitalia.net)

Links:

AFI: sito ufficiale

Afireinsideitalia.net (fan site)

Special sul concerto di Milano (Afireinsideitalia.net)

Blindside @ MySpace

Condividi:

Lascia un commento

*