Kagerou: Shinjuuka

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Ver Sacrum Scioltisi all’indomani della pubblicazione di “Kurohata” e di un farewell tour che li ha portati a suonare a Berlino ed a Parigi nel dicembre del 2006, i Kagerou hanno lasciato un vuoto difficilmente colmabile tra gli appassionati della Visual Kei più attenti ai contenuti che alla (vuota?) forma estetica, essendo, assieme ai Dir En Grey, fra i più dotati ed interessanti dal punto di vista musicale di questo variopinto/variegato movimento. Ecco che giunge a proposito questo doppio ciddì antologico riproponente ben trentaquattro classici (?) eseguiti con la solita foga da Daisuke e compagni (in aggiunta l’immancabile inedito, ovvero “Nawa”, oltre alla new version di “Ichirin wa aoku”). E non crediate che i Kagerou siano degli sprovveduti, affatto: ve l’avevo detto, in ambito VK erano fra i più titolati, con pieno merito, anche e sopra tutto grazie ad un lavoro definito fondamentale non a torto, quel “Rakushu” del 2004 che senza dubbio rappresenta una delle vette (difficilmente eguagliabili) della scena. Vigore nu-metal, sfuriate punk, fughe jazzistiche, atmosfere da colonna sonora di B-movie o da cartone animato, cantato ora pulito, ora urlato, ora gorgogliante, il tutto ben amalgamato in una mistura pazzesca di suoni skizzatissimi (ascoltate ad esempio la violentissima “Kichiku Moralism”). La grafica non poteva non essere curatissima: le fotografie sono davvero bellissime (come il carro funebre in ultima pagina, grande!), gli ideogrammi si stagliano su pagine bianchissime, lattee, creando un effetto gradevolissimo, ovviamente è presente un libretto con la traduzione in inglese delle liriche, come al solito il prodotto è confezionato collo zelo tipico degli abitanti del Sol Levante, ed allora, amici miei che vi dilettate con queste band sghembe, non lasciatevi sfuggire l’epitaffio (artistico) dei fantastici Kagerou!

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