The Moon and the Nightspirit: Regö Rejtem

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Ver Sacrum Secondo album del duo ungherese, Regö Rejtem esce un paio d’anni dopo il debutto Of dreams forgotten and fables untold e riesce a colpire nel segno, con quel misto di musica eterea “moderna” ma che si ispira alle sonorità antiche e tradizione del loro paese natale. Contrariamente a quanto era accaduto nel lavoro d’esordio, in questo nuovo e più maturo album il gruppo si concentra maggiormente sulla seconda parte, abbandonando (almeno per il momento) la lingua inglese e concentrandosi esclusivamente sulla propria lingua, con testi dedicati alla saggezza degli antichi e ai culti della natura e della grande dea madre, tematiche che li avvicinano, insieme ad alcune caratteristiche del suono, agli Ordo Equitum Solis di Hecate. Purtroppo non posso certo dire di essere un esperto di musica tradizionale ungherese ma, da non esperto, devo ammettere che suona estremamente piacevole; in quest’ambito anche la lingua ungherese, caratterizzata nel parlato da suoni piuttosto duri, sembra addolcirsi al suono dei violini, della chitarra e dell’ottavino. Si evince, nell’ascolto, una certa somiglianza con il folk celtico più morbido e caratterizzato dalle voci femminili, ad esempio nelle melodie create dai flauti, anche se le caratterizzazioni sono, a ben vedere, alquanto differenti. Interessante il modo in cui, nel brano di apertura, si incontrano la voce femminile con quella maschile, peccato solo che l’esperimento sia limitato ad un unico brano. Molto ben realizzata pare anche la veste grafica, che ho potuto ammirare solo parzialmente nel CD promozionale in mio possesso, che crea insieme a musica e testi un prodotto molto ben confezionato: niente di assolutamente nuovo, certo, ma si tratta pur sempre di un bell’album, degno della Prikosnovenie dei tempi migliori.

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