Caliban: The awakening

189
0
Condividi:

Ver Sacrum Ma che diavolo hanno combinato i Caliban? Solo un anno fa il quintetto tedesco se ne era uscito con The undying darkness, un gran bell’album di metalcore accessibile ed “europeizzato” nel quale metteva in mostra tutte le sue qualità migliori, ovverosia il saper abbinare alla perfezione potenza e melodia, condendo il tutto con i famosi “stop & go” tipici dell’hardcore (ovviamente rivisti in chiave metal), ma purtroppo questa nuova fatica non ha molto in comune con ciò che ho descritto finora… Ascoltandola appare subito chiaro che Andy Dörner e soci hanno voluto appesantire il loro sound, e probabilmente se la sono un po’ presa per le critiche che alcuni gli hanno mosso in passato, accusandoli di essere diventati troppo commerciali. Mi sembra però che il taglio più aggressivo che è stato dato ai nuovi brani non dimostri affatto un allontanamento dai trend attuali, ma anzi renda tali pezzi simili a quelli proposi da tante altre formazioni. Voglio dire, i tedeschi sanno far bene il loro mestiere e hanno affinato moltissimo la loro tecnica e le loro capacità compositive, difatti canzoni come “Life is too short”, “Give me a reson” o la titletrack non sono certo da buttar via, ma è inutile negare che il nuovo corso intrapreso non mi convince per nulla. In poche parole i cinque musicisti, che in passato potevano essere considerati una sorta di “Inflames di Germania”, hanno pensato bene di lasciar perdere il death melodico e agganciarsi al filone brutal-metalcore, che negli Stati Uniti va per la maggiore (vedi quanto proposto da gente come Lamb Of God o Unearth) e che anche in Europa è apprezzato sia dai metallari vecchia maniera, sia dai giovanissimi. Non che la band si sia dimenticata di inserire qualche apertura melodica (per la verità ce ne sono parecchie…), ma di sicuro questo The awakening non è un lavoro “leggerino”, e il fatto che essa ci tenga così tanto ad evidenziare passaggi con doppia cassa a manetta abbinata al classico riffone grezzo e tagliente mi ha gettato veramente nello sconforto! Che dire, è davvero un peccato che i Caliban abbiano perso la loro unicità, e che ora assomiglino fin troppo a ciò da cui in passato sapevano distinguersi così bene.

Condividi:

Lascia un commento

*