The Last Days Of Jesus: Dead machines' revolution

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Ver Sacrum Siete stanchi del solito death-rock trito e ritrito? Non ne potete più di avere a che fare con band tutte uguali l’una all’altra, non solo per ciò che riguarda la musica proposta, ma anche nel look? Se la vostra risposta è sì, una possibile soluzione potrebbe essere quella di provare ad ascoltare la nuova fatica dei The Last Days Of Jesus, allegra e bizzarra combriccola di simpaticoni che amano mescolare stili diversi e contaminare la “materia oscura” con elementi che, a prima vista, sembrerebbero non aver nulla a che fare con quest’ultima. A qualcuno l’approccio scanzonato e festaiolo della formazione slovacca potrà sembrare un po’ fuori luogo, ma la loro miscela di gothic, post punk e rock anni cinquanta ha un suo perché, e soprattutto non appare come qualcosa di raffazzonato o di concepito in malo modo… Per la verità ho anche l’impressione che realizzare brani come questi non sia molto facile, e quindi apprezzo parecchio il fatto che il gruppo sia riuscito a bilanciare al meglio le varie componenti e a rendere il tutto facilmente assimilabile. Delle tredici tracce presenti ho gradito in particolar modo quelle più dinamiche e frizzanti, vedi ad esempio “Positive” o “London Bridge is falling down” (una canzone che, per certi versi, mi fa pensare ai Misfits, anche se qui siamo su velocità inferiori rispetto a quelle che caratterizzano i pezzi della horror band americana…), ma ci sono anche diversi altri episodi che mi hanno convinto appieno per la loro immediatezza e orecchiabilità (mi riferisco a “Machinen friedhof”, “Revolution of sick brains” e “1001101: The weekend”). Concludo dicendo che dei TLDOJ mi piace davvero molto l’attitudine “clownesca” e spensierata, e che Dead machines’ revolution! li riconferma come una delle realtà più interessanti del loro genere.

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