VNV Nation

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VNV Nation

VNV Nation a Pratteln (Foto di Emy Sanitate e Rudy Palumbo)

Espatriare per aver l’opportunità di vedere concerti di un certo livello, in locali degni di tale nome e con un pubblico numeroso e partecipe è ormai una consuetudine e così, dopo soli 15 giorni dalla trasferta in quel di Fribourg, rieccoci in Svizzera, questa volta a Pratteln, sobborgo di Basilea per quella che è la data più vicina all’Italia del “Judgement Tour”. Dopo un viaggio più rapido del previsto, arriviamo a destinazione in una splendida giornata di sole, ideale preludio ad un concerto che non deluderà le attese. Dopo un pranzo (a dire il vero fin troppo calorico), facciamo un breve giro a Basilea (città veramente deliziosa), rientriamo in albergo per una doccia rigeneratrice ed un breve riposo e quindi eccoci al locale.

Lo Z7 si rivela un’ottima location: un locale decisamente ampio, con palco altrettanto grande e sufficientemente alto da poter consentire una buona visione anche a chi sta nelle ultime file, impianti luci e suoni all’altezza. Il pubblico come già accennato, è assai numeroso (certamente non inferiore alle 500 unità) e la posizione geografica “strategica” di Basilea ha fatto sì che oltre agli indigeni, vi siano presenze dalla Germania, dalla Francia e ovviamente (pochi ma buoni) anche dall’Italia.

Sottovalutando la proverbiale puntualità svizzera, arriviamo al locale quando hanno già finito di suonare i Modulate; stando a ciò che ho sentito nel loro mcd Skullfuck credo di non essermi perso granché ed anche i commenti di chi invece ha assistito alla loro performance rafforzano la mia idea. Veniamo quindi ad Imperative Reaction; ho già avuto modo di vedere la band americana (che su disco mi piace) allo scorso Festival di Lipsia, occasione in cui mi fecero una buona impressione che invece stasera non viene ripetuta. La performance si rivela piuttosto scialba, con poco mordente ed i brani (tratti tanto dall’ottimo Redemption quanto dall’ultimo As we fall) non convincono come su disco. Peccato.

Breve attesa ed è già il turno dei VNV Nation; chi scrive è un dichiarato fan del duo britannico (e quello di stasera è il concerto numero nove del mio personale ruolino di marcia), ma al di là di ogni partigianeria, il concerto si rivelerà ottimo ed in assoluto uno dei migliori dei VNV Nation a cui io abbia assistito. Si parte con “The Farthest star”, brano che riprende le atmosfere “pop” che i VNV Nation hanno adottato dal precedente Matter and Form, per un inizio quindi decisamente melodico; si entra nel vivo delle danze con “Dark Angel”, uno dei grandi classici del duo britannico, accolta da un boato del pubblico sin dalle prime note; danze che proseguono col ritmo incalzante di “Testament”, uno dei miei brani preferiti di “Judgement”.

La successiva “Descent” riporta la calma, vista la struttura del brano, con Ronan a “recitare” un testo alquanto cupo, mentre Azrael e l’altro tastierista lasciano le keyboards a favore dei pads: dal punto di vista visivo ed emotivo, uno dei momenti più intensi del concerto. E poi via con “Legion” (anch’essa accolta con un boato sin dalle prime note ed è innegabile che i brani tratti da Praise the fallen ed Empires siano sempre tra i più acclamati da parte dei fans) eseguita come di consueto nella sua versione “live”, poi “Chrome” (brano che non ho mai amato particolarmente e che continua a non esaltarmi). Come di consueto, tra un pezzo e l’altro Ronan interagisce col pubblico: stasera, avendo notato la presenza di uno strumento che misura i decibel raggiunti in sala, si diverte a far urlare il pubblico, per stabilire nuovi record in fatto di rumore.

VNV Nation

VNV Nation a Pratteln (Foto di Emy Sanitate e Rudy Palumbo)

“Nemesis”, “Standing” ed “Honour” sono altri dei momenti più acclamati e ballati della serata, mentre per “Illusion” spuntano gli accendini ed il concerto tocca un altro dei suoi picchi emotivi; “Perpetual” chiude la prima parte del concerto, a cui fa seguito un primo lotto di “bis” che vede l’esecuzione di “Further” ed “Epicentre”. I nostri lasciano il palco acclamatissimi, ma il pubblico non è sazio (e chi conosce le scalette dei precedenti concerti di questo tour sa che non è finita qui); infatti rieccoli per altri due brani: “Homeward” e “Solitary”, brano che per i VNV Nation (ed anche per me) ha un significato speciale. “This is our anthem ….” dice Ronan, come sempre quando esegue questo pezzo, ed io sono in estasi! Sembra l’apice delle serata, ma non è così, perché hanno in serbo per noi ancora un pezzo: ecco quindi “Beloved” degno epilogo di un concerto assolutamente fantastico, chiuso tra ovazioni ed applausi scroscianti, con un Ronan Harris ancora una volta capace di emozionarsi davanti all’affetto dei fans.

Già tante volte ho avuto modo di scrivere dell’energia che sprigionano i “live” dei VNV Nation, della sinergia tra il gruppo ed i suoi fans… sono tutti concetti che anche stasera hanno trovato puntuale conferma per uno spettacolo assolutamente trionfale, per una serata da ricordare a lungo….. ed al diavolo il fatto che in Italia questo tour non sia passato: quando mai da noi sarebbe accorsa tutta questa gente? E un locale del genere, nel mediocre panorama italico, chi lo può offrire? Ognuno ha ciò che si merita.

Scaletta:
The Farthest Star
Dark Angel
Testament
Descent
Legion
Chrome
Nemesis
Illusion
Standing
Honour 2003
Perpetual

Primo bis
Further
Epicentre
Secondo bis
Homeward
Solitary

Terzo bis
Beloved

Si ringraziano Emy Sanitate e Rudy Palumbo per le foto della serata.

VNV Nation

VNV Nation a Pratteln (Foto di Emy Sanitate e Rudy Palumbo)

Links:

VNV Nation: sito ufficiale

Imperative Reaction: sito ufficiale

VNV Nation @ MySpace

Imperative Reaction @ MySpace

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