Outworld: Child of Another World

0
Condividi:

Ver Sacrum Il trio pugliese degli Outworld si muove, in questo Child of another world in un immaginario cyber(punk) sospeso in sonorità elettroniche che attingono a piene mani dall’EBM e dall’industrial ambient di varia ispirazione. Nell’insieme, 12 brani che danno un’impressione di non omogeneità, indecisi come sono fra l’offrire una proposta EBM arrabbiata e danzabile e sperimentazioni frammentate e d’ambiente. Non mancano tracce dall’attitudine harsh, hocicana, per capirci, come la notevole title track o l’oscura e cadenzata “Distopian Vision”, ma altrove l’elettronica di “alleggerisce” dando spazio a visioni cibernetiche, diciamo così, un po’ datate come in “Bio Duplicate of God”, con il suono del pianoforte che frammenta il beat di supporto, e i “bip” campionati associati ad un uso del vocoder abbastanza vintage (che viene riproposto più volte qua e là, e che quindi deve piacere molto ai nostri), o in “Obstinacy of Desperation” dalla struttura molto simile. Altre proposte, invece, si contaminano con ambientazioni più gotiche, facendo ampio uso di distese tastiere oscure (“The Imperator”), o virano verso un po’ ostiche, eclettiche e dissonanti sperimentazioni al limite dell’ambient (“Rapid Cell Destruction”) o all’opposto verso pezzi strumentali più facili e descrittivi, quasi da soundtrack (“Ritual”). Alla fine, un buon album che potrebbe attirare chi è incuriosito dalle proposte elettroniche, ma a cui sicuramente gioverebbe una più decisa scelta di stile e una maggiore valutazione del target di riferimento. Il cd è in realtà un cd rom con un sacco di cose.

Condividi:

Lascia un commento

*