Soman: Mask

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Ver Sacrum Nonostante sull’homepage del suo sito internet faccia bella mostra di sè la definizione “industrial for clubs”, nella musica di Soman di industrial (se per industrial vogliamo intendere quel genere musicale “creato” da gente come Throbbing Gristle, SPK, ecc…) ce n’è proprio poco, per non dire nulla. La musica di Kolja Trelle è techno, inutile volerla spacciare per altro; detto questo Soman svolge bene il suo compito e questo disco sarà una piccola manna per le frange “cyber” o pseudo tali che affollano i dancefloors alternativi. Tredici tracce nella quasi totalità (se si escludono l’iniziale “Descent” e la conclusiva “Ascent”, dalle strutture maggiormente ambiental-rumoriste) imperniate su beats incalzanti ed ipnotici; altra caratteristica dominante, come vuole il genere, è che i brani siano quasi tutti esclusivamente strumentali: sfuggono alla regola la title-track e “Eye to eye”, episodi in cui abbiamo l’apporto di una voce femminile e, guarda caso, si tratta di quelli che reputo i due migliori brani del disco (o i meno peggio?); per il resto, la matrice spiccatamente techno ed “ignorante” del sound di Soman, lo rende appetibile solo a chi è alla ricerca del pezzo con cui “sballare” in pista.

TagsSoman
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