The Bravery: The sun and the moon

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Ver Sacrum Tra i tanti ritorni “importanti” di questa prima metà del 2007 c’è senz’altro quello dei The Bravery, quintetto (con base a New York) che un paio di anni fa si era imposto all’attenzione del pubblico con un album omonimo influenzato sia dalla wave inglese che dal new rock di stampo americano, con particolare riferimento al sound dei celeberrimi Strokes e dei Killers. E proprio a proposito di questi ultimi, pare che il cantante Brandon Flowers abbia dichiarato apertamente la sua antipatia nei confronti della band capitanata da Sam Endicott, accusandola di plagio e perfino di “poca serietà” (affermazione legata al fatto che lo stesso Sam e il tastierista John Conway, prima di iniziare l’avventura con i Bravery, erano membri di un gruppo ska…), ma forse gli sarebbe convenuto rimanersene zitto perché il suo secondo disco, uscito qualche mese fa, non è all’altezza di questo The sun and the moon, che lo supera sotto tutti i punti di vista. Personalmente non posso dire di aver apprezzato troppo il debut dei newyorkesi, ma le nuove canzoni sono piuttosto belle e curate nei minimi dettagli, inoltre è stato un sollievo notare che non sono stati inclusi i soliti “odiosi” riempitivi, che invece sono presenti in quasi tutte le ultime release di formazioni che hanno contribuito al revival new wave che tanti proseliti ha fatto in anni recenti. Le qualità che più apprezzo di questi brani sono la semplicità e l’immediatezza, unite ad un appeal pop che non appare mai eccessivo e fa da ulteriore collante tra i vari episodi, peraltro già perfettamente collegati tra loro sia a livello stilistico che formale. Tra i miei preferiti citerei “Every word is a knife in my ear”, “Above and below”, “Fistful of sand” e “Believe”, ma anche i super-melodici “The ocean” e “Time won’t let me go” non sono niente male, anzi mi sembrano azzeccati e molto ben inseriti nel contesto generale. I vecchi fan del quintetto hanno di che rallegrarsi quindi, e in più possono fare affidamento su una band che, a differenza di tante altre appartenenti alla stessa scena, ha saputo migliorarsi e progredire pur non snaturando la sua proposta musicale originaria.

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