Manticora: The black circus part 2 - Disclosure

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Ver Sacrum Seconda parte del concept inaugurato con “Letters”, “The black circus part 2 – Disclosure” è il sesto disco (se la memoria mi assiste come dovrebbe) inanellato dai danesi Manticora. Un metal corposo e darkeggiante che non rifugge soluzioni sinfoniche, e che ha nelle chitarre e nella sezione ritmica i suoi punti di forza. Non manca la tecnica, e nemmeno la maturità compositiva, anche se il cantato di Lars F. Larsen non asseconda certo il gran lavoro dei compagni. Brani lunghi ed articolati si alternano a brevi schegge introduttive (tre titolate “Intuneric” seguite dalla numerazione romana come già su “Letters”, oltre ad “Entrance” la vera overtoure di “Disclosure”, e l’interessante, fin dal titolo, “Haita di lupi”), nei quali emerge una vena oscura che i nostri potrebbero aver ereditato dai celeberrimi connazionali Mercyful Fate. Ai Manticora manca quell’innata capacità di rendere horrorifiche le loro canzoni che era il trademark degli autori dell’immortale “Melissa”, ma nel complesso “Beauty will fade”, “When the soulreaper’s cry” ed “Of madness and purity” tengono bene il passo, mentre il picco assoluto, ancora una volta, lo si registra con “Gypsies dance pt. 2”. Sarà un caso, ma la prima porzione della track presente sul citato primo capitolo della saga, è pure il pezzo che meglio ricordo di quella pubblicazione! Ai Manticora manca poco, davvero poco per ottenere una – peraltro meritata – promozione tra i grandi del genere.

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