Mediavolo: A secret sound

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Ver Sacrum Non c’è dubbio: fin dalle prime note, il nome che non può fare a meno di materializzarsi nelle menti di chi ascolta i Mediavolo è quello dei Cocteau Twins. D’altra parte sono stati loro gli inventori di questo genere musicale; inventori, c’è da dirlo, praticamente inimitabili: non solo a causa della voce di Elisabeth Frazer, al di fuori di qualunque canone e ammaliante quanto dovevano esserlo quelle delle sirene di omerica memoria, ma anche per l’incredibile levità del loro suono, talmente delicato da essere quasi impalpabile ma allo stesso tempo fisico, attraente, seducente. Nonostante la quasi impossibilità di avvicinarsi ai maestri, questo progetto francese si cimenta e, devo dire, i risultati non sono malvagi: i solchi di A secret sound scorrono piacevolmente pur rimanendo, a mio parere, ben lontani dai livelli qualitativi più elevati registrati non solo dai Cocteau Twins ma anche di alcuni loro successori dalle capacità molto elevate. A tratti ho l’impressione che ci si avvii un po’ troppo verso un pop leggero e un po’ melenso, almeno per i miei gusti, e manca, purtroppo quella magia che faceva dei suoni 4AD una sorta di piccolo miracolo musicale. Tutto sommato, comunque, considerando che si tratta di un genere che ha, di recente, perso un po’ di smalto dopo aver vissuto un periodo di discreta vitalità durante gli anni novanta, penso che ci si possa accontentare, nella speranza di un’ulteriore evoluzione.

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