Die Wunderkur II

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Realgar

Realgar al Die Wunderkur II, Foto di Grendel

Per il secondo anno consecutivo si è svolto a Bologna il Die Wunderkur, festival che ha proposto alcune tra le più interessanti realtà dell’attuale panorama gothic-electro italiano, oltre a due gruppi storici che non hanno certo bisogno di presentazione e che rispondono al nome di Neon e Ataraxia. Fin dall’inizio della serata l’affluenza di pubblico è stata buona, ma come sempre accade in questi ambiti il vero “pienone” si è registrato solo dalla mezzanotte in poi, orario in cui la permanenza all’interno del Kindergarten ha cominciato a farsi difficoltosa a causa del gran caldo. Molto varia come al solito la tipologia di “personaggi” intervenuti, si andava infatti dal cyber-addict “plasticoso”/”tetsuiano”al punto giusto alla gothic lolita inguainata in uno strettissimo bustino, passando per qualche pseudo-metallaro (sono sicura di aver visto in giro il sosia di Jonathan Davis dei Korn!) e per certi soggetti che vagavano per il locale con un’espressione tra lo stupito e il “ma che razza di gente è questa qua??”. Insomma, gli ingredienti adatti a rendere divertente un evento del genere c’erano tutti, peccato solo che una serie di problemi tecnici abbia complicato le cose, e che coloro che erano lì per vedere (in particolar modo) Adam e Helalyn Flowers non si siano potuti godere i loro concerti, visto che i primi non hanno proprio suonato e i secondi, pur provandoci, ci sono riusciti solo a metà…

Ad aprire sono stati i Realgar, nuovo progetto musicale della soprano Claudia Florio (già con i Lupercalia) e del compositore/strumentista Roberto Marino (ex collaboratore degli Argine). I due erano alla loro prima esperienza live (come Realgar, ovviamente…), ma visto il loro background la cosa non ha pesato per nulla e non ha influito sulla performance, davvero convincente e priva di sbavature. Avevo già sentito cantare Claudia e sapevo quanto brava fosse, ma devo dire che ascoltare la sua bella voce accostata a sonorità elettroniche è stato ancora più interessante, oltre che piacevole. Se al nome di ogni gruppo che ha partecipato al Wunderkur dovessi associare un primato (e quindi qualcosa che lo ha contraddistinto dagli altri…), allora a questa sorta di “Qntal italiani” spetterebbe quello di “band con più classe, stile ed eleganza”!

Di seguito sono saliti sul palco gli electro-rockers metropolitani Helalyn Flowers (vedi l’intervista rilasciata a Ver Sacrum qualche tempo fa…), ovvero la sensuale vocalist N0emi e il chitarrista Maxxx (in pratica il cugino cyber di Nikki Sixx…), accompagnati da un tastierista che prometteva molto bene in quanto a convinzione e impegno, ma che purtroppo non è riuscito a trasmettere la sua energia (stesso discorso vale anche per gli altri due…) a causa dei famigerati problemi tecnici a cui mi riferivo in precedenza. Il gruppo ha tentato di proporre tre/quattro canzoni, ma purtroppo aveva difficoltà a sentirsi nelle spie, e anche per ciò che riguarda il pubblico le cose non sono andate meglio perché, nonostante i volumi fossero sparatissimi, il suono risultava privo di consistenza e di impatto. Peccato davvero perché la curiosità di vederli era tanta, inoltre credo che i tre fossero molto carichi e avessero voglia di divertirsi e far divertire, cosa purtroppo non avvenuta. Vincono nella categoria dei più incazzati del festival, su questo non c’è proprio dubbio…

E’ stato poi il turno dei Ballistic da Reggio Emilia, ovvero “un nome, una garanzia” per l’electro italiana, in questo caso assolutamente da esportazione. Per chi non la conoscesse dirò che si tratta di una band composta dai due manipolatori sonori Robotomy e Vyger e dal singer The Question (ma dal vivo li accompagna anche un batterista…), e che di recente si è messa in luce grazie al cd Vs. Reality, robustissimo esempio di techno rhythmic EBM “spezzacollo” e iper-tamarra, ma anche dannatamente diretta ed efficace oltre che ottima per bruciare qualche caloria in discoteca!! Il punto di forza del gruppo non è però la sola musica, ma anche e soprattutto la tenuta di palco visto che The Question è uno che non si risparmia e che sa attirare l’attenzione su di sé (si metterà anche la canottiera della salute bianca, ma di curiosità ne suscita parecchia con la sua maschera da wrestler, che non toglie neppure a esibizione ultimata!), e che pure i suoi fidi compari si sbattono non poco creando una coreografia ad effetto. Uno show breve ma intenso, arrivato al suo apice nel momento in cui è stata proposta l’ottima “Reality”, cioè una delle canzoni più belle e trascinanti del suddetto album. Ai Ballistic va quindi il titolo di “band che ha più spaccato”, ma ad ex aequo con gli Ataraxia sono stati anche quelli con la miglior presenza scenica.

Difficile invece trovare una definizione adatta alla quarta formazione che si è esibita, ovvero i romani Nastro. Il loro sound è davvero molto particolare e non saprei come altro etichettarlo se non con il termine “art rock noise sperimentale”, anche se mi rendo conto che certe definizioni confondono un po’ le idee. Ho comunque seguito solo a tratti la loro caotica (in tutti i sensi…) performance perché il genere proposto non mi faceva impazzire, ed era abbastanza fuori contesto in un festival del genere. A loro va la palma di “gruppo con il cantante (in questo caso cantante/bassista…) peggio vestito”, guardare le foto per credere!

Neon

Neon al Die Wunderkur II, Foto di Grendel

Vedere gli Ataraxia dal vivo è sempre stato un piacere, e dopo tanti anni che non assistevo ad una loro esibizione sono rimasta davvero sorpresa da ciò che sono riusciti a combinare on stage… Visivamente lo spettacolo dei modenesi è stato uno piccolo shock, difatti ricordavo una Francesca Nicoli dolce ed eterea, vestita come una dama del Quattrocento, e invece mi sono ritrovata davanti un personaggio completamente diverso, che cambiava look a seconda del brano interpretato (e chi l’avrebbe mai immaginato di vederla con le corna da diavolessa o con una pistola in mano??). Tutto questo perché il gruppo, nel poco tempo a sua disposizione, ha presentato le canzoni tratte da Paris spleen, album nel quale atmosfere in bilico tra decadenza e Grand-Guignol si fondono con un immaginario che attinge a svariati contesti (vedi ad esempio l’ambito circense o la vita dei derelitti che popolavano i bassifondi parigini all’inizio del secolo scorso, e più in generale alla poetica maledetta di Charles Baudelaire…), e che al Wunderkur è stato letteralmente “messo in scena”. In pratica quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria performance teatrale che non ha coinvolto la sola cantante, ma anche tutti gli altri membri della band (Giovanni Pagliari, Vittorio Vandelli e Riccardo Spaggiari), oltre all’attore che sedeva accanto a Francesca e le ha fatto da interlocutore per tutta l’esibizione. Molto buona anche la reazione del pubblico, che di certo avrebbe gradito un concerto un po’ più lungo, ma si sa che la dura legge dei festival impone di non proporre bis…

A seguire è arrivato il momento clou della serata, ossia il (lunghissimo) set dei fiorentini Neon, recentemente tornati a calcare le scene e ad infiammare i cuori dei nostalgici della wave italiana anni ottanta. Marcello Michelotti (voce), Piero Balleggi (synth), Adriano Primadei (chitarra) e Leo Martera (batteria) si sono esibiti davanti a un notevole numero di fan adoranti, che si sono scatenati sulle note dei loro brani più famosi (vedi qua sotto per la tracklist completa!). Assistendo al concerto dal fondo della sala e notando la partecipazione della gente ho pensato che è davvero bello quando un gruppo riesce a mettere d’accordo più generazioni e tipologie di ascoltatori, ma al di là di quella che poteva essere l’emozione di vedere il quartetto all’opera devo ammettere che mi aspettavo una maggior compattezza, e purtroppo anche il continuo andirivieni del (tatuatissimo) Michelotti (che ha abbandonato spesso il microfono per andarsi ad informare su cosa, a livello tecnico, funzionava e cosa no…) non ha migliorato la situazione. Su un punto comunque non si discute, e cioè che i nostri si sono guadagnati lo scettro di “band più attesa del festival”.

Per concludere è arrivato il turno degli XP8 (in realtà dopo i Neon avrebbero dovuto suonare gli Adam, ma a causa del ritardo accumulatosi nel corso della serata questi hanno rinunciato ad esibirsi, visto che la loro presenza in quel di Bologna era soggetta a limitazioni d’orario…), che sono montati sul palco poco prima delle cinque (ripeto, le cinque!!) di mattina, e che nonostante ciò sono stati seguiti da un pubblico abbastanza numeroso. Li avevo già visti diverse volte con la formazione a tre, ma la recente dipartita del cantante Paul Toohill ha creato un po’ di squilibri nella band romana, che al momento è formata dai soli Marco Visconti e Marko, rispettivamente alle tastiere e alla voce. Quest’ultimo se l’è comunque cavata bene, cercando di non far rimpiangere il suo predecessore (nel ruolo), ed in effetti sia la sua prova vocale che la presenza scenica sono state abbastanza soddisfacenti e all’altezza della situazione. Non sarebbe stato male fare un paragone tra i vari electro-acts presenti al Wunderkur, ma date le circostanze la cosa si sarebbe ridotta al solo confronto XP8/Ballistic, e visto che i capitolini sono in fase di “riorganizzazione” ho creduto fosse meglio lasciar perdere… A loro comunque va il primato di “gruppo con il cantante (uomo) più bonazzo”, cosa peraltro testimoniata dal gran numero di ragazze presenti davanti allo stage durante la performance!

Insomma, anche stavolta ce l’ho fatta ad arrivare fino alla fine, e nonostante tutti i casini occorsi posso dire che il festival è stato interessante e che ha riservato sorprese assai gradite (su tutte la “scoperta” Realgar e l’aver preso coscienza del valore di una band come Ballistic). Appuntamento al prossimo anno quindi, con la speranza che le cose possano filare più lisce e che i problemi che hanno caratterizzato quest’edizione diventino solo uno sbiadito ricordo.

Tracklist concerto Neon:
The same ritual
Running
Last chance
Sentimental love
Boxes
Sacrifice
Information of death
Harry
Isolation
My blues is you
Spiders
Dark age
Lobotomy
Drivin’

Links:

Neon @ MySpace

Ataraxia: sito ufficiale

XP8: sito ufficiale

Ballistic: sito ufficiale

Helalyn Flowers: sito ufficiale

Realgar @ MySpace

Nastro @ MySpace

Ataraxia

Ataraxia al Die Wunderkur II, Foto di Grendel

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