Neurosis: Given to the rising

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Ver Sacrum Non si conta davvero più il numero di gruppi che sono stati influenzati dai Neurosis (vedi ad esempio i vari Isis, Pelican e Cult Of Luna, tanto per ricordare soltanto i nomi più famosi…), ma se penso alla parabola evolutiva descritta dalla band di Oakland in questi anni non posso non soffermarmi sul fatto che le idee da essa concepite molto tempo fa sono state recepite e comprese con grandissimo ritardo. In passato Scott Kelly e compagni erano considerati musicisti di culto, conosciuti solamente da un’elite molto particolare di ascoltatori, mentre oggi come oggi sono visti dai più (compresi coloro che, due o tre lustri fa, non avevano idea di chi fossero…) come i veri anticipatori del trend post-metal, e quindi come una della formazioni più importanti degli ultimi vent’anni, per lo meno per quanto concerne la musica estrema. Il nuovo capitolo della loro saga (ma vi assicuro che di epico nel sound che propongono non c’è proprio nulla…) rappresenta la consueta mazzata tra capo e collo, cioè il classico disco che ti mette a dura prova psicologicamente e che non ti dà tregua neanche per un istante, difatti la sua pesantezza è tale che, per ascoltarlo tutto d’un fiato, bisogna essere ben preparati e consapevoli di quello a cui si sta andando incontro. Sì perché i Neurosis non ti sfiancano con la velocità o l’intricatezza delle loro strutture, bensì con qualcosa di più subdolo e ineluttabile, che poi si traduce in sonorità che hanno un effetto straniante e che all’inizio sembrano ostiche e difficili da comprendere, ma con le quali dopo un po’ riesci a entrare in sintonia. Difficile rimanere impassibili di fronte all’apocalittica e scurissima “Water is not enough” (il cui “fantasmatico” finale mi fa pensare che questi qua siano dei malati mentali…) o alla schizofrenica “To the wind” (che all’inizio strizza l’occhio al post-rock e invece sul finale ti investe con un muro sonoro compattissimo accostato a vocals inumane!), per non parlare poi della dissonante “Distill (Watching the swarm)”, ovvero il soundtrack ideale per i vostri incubi notturni. Naturalmente il tutto va ascoltato a volume altissimo, perché il ritorno dei “maestri” questo merita e di questo necessita per poter essere apprezzato, ma mi raccomando attenzione ai vicini (se per caso vi trovate in casa): sentendo una roba del genere i poveretti potrebbero prendersi davvero un bello spavento!!

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