Cesium 137: Proof of life

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Ver Sacrum Il quarto album del duo americano conferma nel bene e nel male quanto già esposto nei lavori precedenti, ovvero dischi in cui, accanto a brani assai validi, convivono passaggi a vuoto e momenti di noia, per prodotti che quindi non soddisfano mai completamente. Sia chiaro, il mercato discografico offre in questo momento moltissime bands che, pur essendo maggiormente reclamizzate, sono decisamente meno valide dei Cesium 137, i quali anche con questo lavoro si meritano un ampia sufficienza, ma non riescono appunto a fare il “balzo in avanti” che possa evidenziare particolari progressi rispetto agli album precedenti. Proof of life si apre ottimamente con le belle “Stars turn cold” e “Flight”, due brani ariosi, dalle sonorità avvolgenti ed assai ballabili; un sound che, per chi non conoscesse la band americana, potremmo descrivere come una miscela di elettro-pop, ebm e techno. Bella anche la successiva “Stranded” che abbassa un pò il ritmo a favore delle linee melodiche; ancora più intimista e minimale la successiva “With fire”…da qui parte la parabola discendente del disco e la sensazione di “già sentito” si fa pressante. Alla resa dei conti, Proof of life è il solito disco dei Cesium 137: carino ma senza entusiasmare.

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