Rise and fall of a decade: Noisy but empty

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Ver Sacrum Come “You or Sidney”, del quale troverete breve trattazione in questo istesso ispazio, pure “Noisy but empty” riceve la giusta attenzione della encomiabile etichetta teutonica Ars Musica Diffundére, concretizzatasi nella presente ristampa. Dodici pezzi risalenti ancor più indietro nel tempo, essendo stati composti nel biennio 1991/92, che vennero poi pubblicati nell’aprile del secondo anno. La voce di Sandy Casado e l’estro di Thierry Sintoni e di P. F. Maurin Malet rendono immortali brani quali “Suicided youth” e “Dear Henry” (assolutamente geniale nel testo richiamante grandi loro connazionali quali Jacques Brel, Simone de Beauvoir, Juliette Greco, Serge Gainsbourg ed altri che non cito, certo che mancherò, mi spiace!, loro di rispetto). Ben più introspettiva ed oscura è “Grandest illusion”, quasi minacciosa, e pure “The bird and the fish” s’ammanta di severità, per poi rasserenarsi brevemente nel finale. “Lost cause” è manifesto della wave più cupa e romantica, con intrecci vocali maestosi ed uno strumentismo orchestrale che la rendono ancor più drammatica nella sua mortale asciuttezza. Non manca l’ironia, come nella strumentale “Wheel of cruelty” e nella bizzarra, fin dal titolo, nenia “Cube:like:people”, sottile umorismo sempre commisurato all’estro artistico dei suoi autori. Gran finale con “Wheel, wind and wine” a la And Also The Trees e con “The missing friend” ancora appannaggio della voce meravigliosa di Sandy. I RafoaD ottennero meritato lustro non solo nella natia Francia, ma pure nella ricettiva (nei confronti di tali sonorità) Germania, e non a caso AMD e Black Rain si sono impegnate nell’opera di diffusione del loro materiale, essendo questi dischi nelle versioni originali ormai non più disponibili sul mercato. Anche la grafica è stata oggetto di revisione: i CD vantano una confezione curatissima, ad opera di Reinlender1977. Bellissimi i testi (su “Girls of the ninetie’s” la poesia cede ispazio ad una disanima acutissima della vacuità di certe frange giovani di quell’epoca, e risulta ancora incredibilmente attuale), vero e proprio trademark di un ensemble che mai tradì le aspettative dei suoi tanti cultori.

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