Alec Empire: The golden foretaste of heaven

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Ver Sacrum Giusto un anno fa Christian Dex e io intervistammo Alec Empire, arrivato in Italia per una serie di concerti, e scoprimmo che il nuovo materiale su cui stava lavorando era piuttosto diverso da quello contenuto in Futurist, album uscito nel 2005 e contraddistinto da sonorità punk-rock. In effetti con quella release il musicista tedesco aveva un po’ spiazzato i suoi fan, abituati ad ascoltare brani più pesanti e fortemente influenzati dall’elettronica (con particolare riferimento alla techno-hardcore che aveva reso celebri i suoi Atari Teenage Riot…), e credo che anche questo The golden foretaste of heaven sarà accolto con una certa sorpresa, visto che Mr Empire ha rimescolato le carte in tavola ancora una volta. Il disco, realizzato con la collaborazione del production-team The Hellish Vortex, si apre con il pezzo-bomba “New man”, ossia una delle cose migliori che il berlinese ha composto dai tempi di Intelligence and sacrifice: qui le vocals, più vicine allo stile parlato che al canto vero e proprio, si uniscono ad un sound che sa molto di anni ottanta, di strumentazione analogica, di voglia di fare cose semplici e immediate ma non necessariamente banali. Stesso discorso vale per le due canzoni successive, “If you live or die” e “ICE”, mentre la quarta traccia è caratterizzata da ritmiche più moderate, e da un mood introspettivo. A seguire troviamo una serie di brani abbastanza simili ai primi tre, tra cui spiccano in particolar modo l’ottimo “On fire” (che stuzzicherà la fantasia di parecchi Dj…) e l’intenso “No/Why/New York”, degna chiusura di un album azzeccato e convincente. Nel complesso direi che The golden… non è solo la prova del raggiungimento di una completa maturità artistica da parte del suo autore, ma appare anche più “centrato” dei (pur buoni) lavori precedenti e sembra destinato a lasciare un’impronta evidente nel panorama musicale odierno.

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