Run Level Zero: Arctic Noise

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Ver Sacrum Dopo un lungo silenzio (l’ultimo album Walk the psycho(path) risaliva al 2004), tornano i Run Level Zero, con il nuovo Arctic Noise. Il disco, co-prodotto da Oscar Holter dei Necro Facility, si articola in dodici tracce di apprezzabile elettro-industrial, da cui affiorano in maniera abbastanza evidente gli spettri di Front Line Assembly (sopratutto) e Skinny Puppy ed in tempi in cui abbondano sopratutto le bands del settore “harsh-elettro”, mi sia consentito dire che questa è una bella notizia. L’album viene aperto dalla buona “Black cinder”, trascinante pezzo che paga un pesante pegno alle sonorità della band di Bill Leeb (periodo Hard Wired direi), a cui fanno seguito le alrettanto valide “Deny me” ed “Hitting ground”, regalandoci un’ apertura di disco al fulmicotone; sulla stessa lunghezza d’onda sono “Incision”, “Stroke”, “Hand to mouth” ed “Hey Mister”, per un disco che vede prevalere brani dal ritmo incalzante, ma che ci offre naturalmente anche momenti meno frenetici (“With one voice” e “Lies told” sono due ottime elettro-ballad) che danno l’opportunità alla band svedese di dimostrare le proprie capacità anche quando il numero dei BPM non è troppo elevato. Arctic Noise è un disco che ripagherà i fans dei Run Level Zero per la lunga attesa e che ha tutte le carte in regola per far aumentare il numero degli estimatori della band svedese; pregevole lavoro che dimostra come si possano ancora creare interessanti lavori in ambito elettro-industrial pur senza essere necessariamente originali.

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