Nebelung: Vigil

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Ver Sacrum Vigil è quello che può essere a tutti gli effetti considerato il primo album dei tedeschi Nebelung, dato che il loro esordio di due anni fa, Mistelteinn, era un mini-album di sei tracce. E proprio dal predecessore occorre partire, ché il nuovo capitolo discografico poco aggiunge a quanto ascoltato allora: purissimo neofolk di matrice teutonica, di quelli con chitarra acustica dal suono molto pulito, accompagnato da voce baritonale e, sporadicamente, violoncello e flauto. Per capirci siamo dalle parti dei Forseti, progetto che più di ogni altro rende l’idea di dove vadano a parare i Nebelung. Vigil è un buon disco, molto orientato verso melodie ora malinconiche – “Ausklang” -, ora dai toni più epici – “Hoffnung” -, non disdegnando pezzi interamente strumentali – “Heimkehr” -; può forse peccare di scarsa originalità, ma nel desolante panorama che ormai attanaglia il genere proposto è da considerarsi un gradino più in alto rispetto ad altri progetti similari. A mio parere la vera palla al piede è però la voce di Stefan Otto, piatta e poco incisiva. Se migliorassero anche questo aspetto i Nebelung potrebbero riservare più di una sorpresa, andando magari ad occupare proprio il vuoto lasciato dal progetto di Andreas Ritter. Nel frattempo, sono comunque promossi a pieni voti.

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