Sonne Hagal: Jordanfrost

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Ver Sacrum A sei anni di distanza dal loro primo, folgorante full-lenght, Helfahrt, tornano con un secondo album i tedeschi Sonne Hagal. Il progetto di Oliver in realtà non è mai rimasto con le mani in mano, snocciolando in questi anni una sequenza di 7” qualitativamente invidiabili, cosa che ha alzato enormemente il livello di attesa per questo secondo capitolo lungo. Che, diciamolo subito, non delude. Tra gli ospiti una pletora di artisti, tra cui :of the wand and the moon:, In Gowan Ring, Walteufel, Darkwood e Black Sun Production, solo per citarne alcuni, elemento che conferma lo status di culto che ormai circonda il gruppo. Il disco si avvicina prevalentemente alle sonorità già esplorate in Helfahrt, cioè neofolk sì, ma con elementi e inserti che raramente si incontrano nel genere e che contribuiscono a creare uno stile unico e perfettamente riconoscibile. Se “Flackerndes Feuer” è la ballata neofolk per eccellenza, tutta melodica e cori, “Midsummernight” è un classico pezzo alla Sonne Hagal di cui sopra, con le voci trattate e il basso a sostegno. “Vengeance” e “Das Letzte Lied” preparano all’ascolto di “Hidden Flame”, brano in cui l’andamento si fa più sostenuto, con la batteria a dettare il tempo e la tromba a ricamare, evocando sonorità memori di certo Death In June dei bei tempi. Il disco prosegue tra brani sempre di ottima fattura come “Ragnarök” e “Totentanzlied”, fino alla doppietta finale affidata prima al pianoforte di “The Hawk”, cantata dai Lux Interna, poi alla bella “Over the Stone”. L’album esce in un bel digipack con tre diverse copertine dipinte da Fabrice Billard, boss della Divine Comedy Records, e si consiglia fortemente l’acquisto del disco perché i Sonne Hagal, oggi 2008, sono IL neofolk.

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