Steve Moore: The henge

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Ver Sacrum Non posso certo dire che quello di Steve Moore sia un nome che conoscevo da tempo, e nemmeno quello del duo da cui proviene, gli Zombi, combo che, nelle note allegate al CD in oggetto, è definito come “Sci-fi instrumental”. Nelle stesse note si afferma che il disco solista che sto ascoltando si discosta da quelli degli Zombi, per un’attitudine più psichedelica e sinfonica anche se, a mio giudizio, la definizione sopra citata si addice piuttosto bene a questo The henge: ci troviamo, infatti, di fronte ad un lavoro che si richiama chiaramente alla musica di quei gruppi che, nei primissimi anni ’70, iniziarono a sperimentare l’uso dell’elettronica nella musica di massa, costruendo epiche cavalcate strumentali che davano l’impressione di esplorare lo spazio profondo e che per questo furono denominati corrieri cosmici. Il primo riferimento che viene in mente è quello dei Tangerine Dream, non tanto quelli (più visionari e avanguardisti) del periodo di massima espressione (quello che va grossomodo da Electronic meditation a Phaedra) quanto quelli dei tardi ’70, epoca in cui i sequencer e le strutture ritmiche aumentarono la loro importanza all’interno del suono, ammorbidendolo non poco e avvicinandolo a gusti e attitudini di una cerchia più larga di ascoltatori. Nel complesso devo dire che questo CD non mi è dispiaciuto, anche se non posso nemmeno negare che è a tratti un po’ leggero rispetto alle mie abitudini (a tratti mi ha ricordato musicisti come Vangelis) e che, probabilmente, arriva un po’ fuori tempo massimo.

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