Hocico: Memorias Atras

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Ver Sacrum Se l’anno scorso il titolo di “disco piu’ atteso” (in ambito elettro, ovviamente) spettava senza dubbio a Judgement dei VNV Nation, quest’anno il testimone passa a Memorias Atras, ultima release targata Hocico. L’attesa per il nuovo lavoro del duo messicano era tanta per vari motivi: innanzitutto perchè stiamo parlando di uno dei gruppi piu’ popolari al mondo all’interno del panorama elettro-industrial, perchè dal precedente Wrack and Ruin sono passati quasi quattro anni (Ottobre 2004) e poi perchè quel disco ha un pò spaccato in due il pubblico degli Hocico; a detta di molti (chi scrive è tra questi) si è infatti trattato dell’album piu’ debole della discografia del duo, tanto che alcuni pseudo-fans davano gli Hocico irrimediabilmente avviati sul viale del tramonto. A smentire queste Cassandre da forum, Erk e Rasco realizzano un cd che personalmente reputo forse il loro miglior disco di sempre, spazzando via con la forza di un tornado le infinite schiere di imitatori che inflazionano il mercato elettro. Memorias Atras ci mostra una band che ha una marcia in piu’ rispetto a tante altre e che è destinata a mietere ancora tanti successi: una produzione eccellente, pezzi trascinanti (le hits si sprecano) e convincenti sin dal primo ascolto; nessuna particolare innovazione nello stile dei due messicani, ma semplicemente (e scusate se è poco) il meglio di quanto essi sanno fare. L’apertura del disco è ottima, con “A Fatal Desire” e “The Shape of things to come”, due dei pezzi migliori di un disco che fornisce parecchio materiale ai djs; le varie “Fed up”, “Spirals of time”, “Blindfold” e “Drowning” sono infatti destinate ad allungare la già lunga lista di hits del duo messicano e ad incendiare i loro “live-set”. Non mancano momenti piu’ oscuri e meno frenetici, come “Stop my madness” che concede una pausa alle danze e ci trasporta in neri abissi, mentre “Metamorphous” e la conclusiva “Escapando de los recuerdos” riprendono la tradizione dei (pregevoli) brani strumentali ben noti ai fans degli Hocico. La limited edition dell’album (ottima la veste grafica con copertina traslucida) si avvale di un secondo dischetto che include sei tracce; in apertura le inedite “The day the world stopped” e “Poisoned and silenced” che si assestano sul buon livello delle tracce del cd1 e quindi quattro remix di brani tratti dal cd1, firmati Rabia Sorda, Spetsnaz, Life Cried e Tannhauser. Bilancio finale decisamente positivo: gli Hocico sono ancora un cavallo vincente su cui poter puntare ad occhi chiusi e Memorias Atras è destinato ad assestarsi nelle vette delle classifiche di fine anno.

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