Christian Death

0
Condividi:

Nell’imminenza della loro ennesima calata italica, Ver Sacrum ha contattato Valor e Maitri, ovvero le due “attuali” anime degli storici Christian Death. L’incarico di redigere le domande è stato affidato al vecchio Hadrianus, il quale non si è lasciato sfuggir l’occasione, potendo contare sul valido apporto, non solo morale della redazione. American Inquisition non infoltirà la schiera dei classici del gruppo, distando dai picchi qualitativi raggiunti da opre quali Catastrophe Ballet od Ashes, tanto per citar due titoli, ma comunque si qualifica quale albo interessante e non privo di ottimi spunti. I quali certo non abbondano, come non mancano episodi imbarazzanti, ma se non altro ci restituiscono degli artisti che dimostrano ancora di voler/poter comporre songs all’altezza della loro fama. Amiche ed amici lettori, a voi i Christian Death!

Christian Death

Christian Death © christiandeath.com

American Inquisition segna il vostro ritorno sulle scene dopo un periodo di silenzio, cosa è accaduto in questi ultimi anni?

Maitri: Oltre alle complicazioni legali e politiche che ci sono state con la nostra precedente etichetta, io dovevo lavorare al mio side project Lover of Sin, che Valor ha prodotto e di cui è co-autore. Negli anni seguiti all’11 settembre 2001 la nostra prospettiva è lentamente mutata. Abbiamo cominciato a preoccuparci molto per il modo con cui si sta dando nuova forma al mondo. E’ una cosa che ha avuto un grosso impatto sul nostro modo di vedere le cose e anche su come usiamo la musica per esprimere ciò che pensiamo. La creazione di American Inquisition ha necessitato di molto tempo, ma pensiamo che sia valsa la pena attendere visto che siamo contenti del risultato ottenuto.

Il titolo che avete scelto denuncia apertamente quelle che sono a vostro parere le ipocrisie della società americana, come mai avete scelto delle tematiche così attuali?

Valor: In aggiunta a quanto detto da Maitri, l’11 settembre è stato un perfetto esempio di come in ogni periodo storico la “PAURA” e la propaganda sono state usate per infondere il panico nella gente, così come faceva la Chiesa ai tempi dell’Inquisizione. Oggigiorno quest’ultima se ne sta un po’ più nell’ombra, ma la manipolazione è la stessa. Non stiamo parlando solamente delle ipocrisie dell’America, l’intero mondo occidentale è altrettanto compiacente. La nostra speranza è quella di riuscire ad essere un’ispirazione per le persone, in modo da spingerle a “svegliarsi” e ad accorgersi di quello che sta succedendo, sia dal punto di vista politico che religioso. La religione è da sempre uno strumento del potere.

Ritenete che la vostra presa di posizione possa incidere sul pensiero di chi vi ascolta? Il pubblico della vostra nazione si dimostrerà ricettivo, e come il vostro messaggio verrà percepito dagli ascoltatori stranieri, da chi non vive negli U.S.A. o non conosce la mentalità degli americani?

Valor: Molti musicisti, ad esempio i Beatles, hanno avuto un’influenza incredibile sul mondo, e sebbene la nostra fama non sia paragonabile alla loro abbiamo avuto dei responsi molto positivi da parte di tanta gente. Mi sembra che le persone a cui parliamo, in America o all’estero, siano tutte disturbate allo stesso modo dalle cose che succedono, e questo significa che ci sono “orecchie” che vogliono ascoltarci.

American Inquisition è un disco assai vario, che rispetto agli ultimi vostri lavori abbandona la vena metallica che li aveva caratterizzati, a parte in “Narcissus metamorphosis of” prevale il vecchio e solido horror/gothic rock. I brani sono stati composti in periodi diversi, o queste differenze sono dettate da altri fattori?

Valor: Nello scrivere canzoni, parto solitamente dai testi. La musica è sempre un’interpretazione emotiva del significato delle parole. In alcuni degli album precedenti i testi erano più efficacemente espressi attraverso la rabbia, cosa che talvolta si è tradotta in un suono più metal..
Maitri: Per non essere influenzati dalla musica odierna, nel realizzare questo disco ci siamo chiusi completamente alle influenze esterne: non abbiamo comprato, scaricato o ascoltato niente. Crediamo che le sonorità di American Inquisition siano le più vicine possibili ai sentimenti che albergano nei nostri cuori.

“To disappear” è un pezzo quasi industrial, mi ha impressionato per la sua violenza: vi piace ancora sperimentare!

Maitri: Ti ringrazio, sono contenta che ti sia piaciuta. In realtà non abbiamo sperimentato: ci siamo semplicemente limitati a seguire i nostri cuori.

“Angels and drugs” è una bellissima ballata, ho molto apprezzato il suo incedere folkeggiante, e contrasta apertamente con la durissima “Victim X”. Sono due anime dello stesso corpo, anche se esprimono sentimenti così opposti?

Valor: Appena finito l’album abbiamo cominciato a discutere su come gli altri avrebbero interpretato le canzoni. La tua descrizione è proprio quello che avremmo sperato di sentire, per cui ti ringrazio. Come ha detto Maitri, i pezzi non sono il frutto di uno sforzo consapevole, ma sono venuti direttamente dal cuore.

Christian Death

Christian Death © christiandeath.com

Mi ha impressionato il testo di “Dexter said no to methadone”: vi è qualcosa di reale in questo episodio?

Valor: Sì, parla di situazioni reali e di gente vera. Dexter non è una persona ma una città del Maine, e la canzone parla della gente di quella città.

Molto spesso la critica, musicale e non, si accanisce contro i “gruppi rock” a causa del loro atteggiamento, definito, troppe volte frettolosamente, “oltraggioso”. C’è ancora qualcuno al quale “il rock”, come libera espressione artistica, evidentemente fa paura! Che ne pensate?

Valor: Qualcuno deve spaventare le persone, altrimenti esse saranno sempre più simili a un branco di pecore. Forse è per questo che facciamo quello che facciamo!

Siete giustamente considerati i capostipiti della scena death rock: seguite anche le nuove band? In California vi sono dei giovani acts molto interessanti: avete qualche nome nuovo da indicare al pubblico italiano?

Valor: NO

Maitri: NO

Conducendo un programma radio ove trasmetto anche parecchio materiale datato, mi capita spesso di ricevere richieste di brani risalenti all’epoca di Ashes, o addirittura di Catastrophe ballet, ai quali evidentemente il pubblico che vi segue è ancora molto legato. Quanto del vostro passato è presente nei nuovi Christian Death?

Valor: Per certi versi noi siamo ancora gli stessi, ma allo stesso modo in cui sugli alberi crescono nuovi rami, così anche la personalità degli individui si arricchisce di elementi diversi col passare del tempo. Noi, comunque, non ci sforziamo di essere in un modo o nell’altro. Se qualcuno è attratto soltanto dai nostri “rami” più rigogliosi, difficilmente riuscirà a notare anche tutti gli altri, che magari stanno ancora crescendo e sviluppandosi.

State preparando un tour a supporto del disco, e tornerete a suonare in Italia. Che ricordi avete del nostro Paese?

Maitri: Siamo sempre contenti di tornare in Italia, dove abbiamo molti amici con cui condividiamo tanti ricordi. Per me, però, i ricordi più belli sono privati.

Valor: Abbiamo tantissime storie da raccontare, e forse un giorno lo faremo in un libro! Voglio però citare i posti a cui sono legati i ricordi più intensi, andando da Nord verso Sud (quasi, Valor… ndr ): Milano, Firenze, Venezia, Viareggio, Roma, Napoli, Bari e la Sicilia.

Vantate un seguito praticamente mondiale, vi è qualche nazione ove mantenete coi vostri supporter un rapporto particolare?

Valor: Sì, abbiamo un seguito un po’ ovunque, ma onestamente non saprei dirti in quale nazione siamo più famosi. L’Europa Occidentale, l’America e il Canada sono ottimi posti, ma in effetti gli ultimi due formano insieme un’area molto vasta, e forse non è giusto indicarli come le zone migliori. Nell’Europa Occidentale è più o meno uguale in tutte le nazioni, anche se forse siamo meno famosi in Scandinavia.

Che live show ci aspetta? Vi sarà spazio per ambientazioni teatrali, o sarà incentrato maggiormente sull’aspetto musicale?

Maitri: Quando andiamo a vedere gli show di altre band ci annoiamo molto se non sono spettacolari. Per mettere in scena il genere di show che veramente ci piacerebbe fare ci vorrebbero però più soldi di quelli che abbiamo, così cerchiamo di essere creativi con quello che c’è a disposizione.

Valor: La nostra teatralità è basata più che altro sull’abilità di intrattenere il pubblico attraverso l’espressione delle nostre emozioni, perciò non vi aspettate di vedere i Pink Floyd che suonano The Wall.

Chi sono i musicisti che suonano su American inquisition? Sono gli stessi che vi seguiranno in tour?

Maitri: Su American Inquisition ci siamo io, Valor e Nate Hassan alla batteria. Nelle performance live si unirà a noi Matthew Reed, che è un eccellente chitarrista.

Ovviamente, come è tradizione, vi chiedo di apporre il vostro sigillo su questa intervista, salutando i fan italiani!

Non riguarda il Giorno del Giudizio

Non riguarda la CIA

Non riguarda i Cristiani, i Musulmani o gli Ebrei

Riguarda

TE!

Grazie, Valor & Maitri

Christian Death

© christiandeath.com

Condividi:

Lascia un commento

*