Demetra Sine Die: Council from kaos

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Ver Sacrum La My Kingdom Music sta specializzandosi nella proposizione di acts dediti ad un metal darkeggiante ed alternativo, ove predomina la ricerca di sonorità non standardizzate. Un magma soniko compatto ed avvolgente, dal percussivismo potente che s’interseca con riff melodici sì, ma al contempo cerebrali ed urticanti. Demetra Sine Die provengono da Genova, e sono attivi dal 2003, allorquando Marco Paddeu (voce e chitarre) e Marcello Fattore (batteria) diedero avvio al progetto, concretizzatosi l’anno successivo colla pubblicazione del demo omonimo, al quale fecero seguito alcuni concerti (nel 2006 aprirono per Theatre of Tragedy e Gothminister). Coll’ingresso del bassista Adriano Magliocco si completa la formazione, e giungiamo allora al presente Council from kaos, disco di non immediata assimilazione, richiedendo le sei tracce che lo compongono un ascolto attento e partecipe. Indice di qualità, come ben evidenziato dall’intrigante opener “Blood and water”, ove la sezione ritmica di matrice tooliana sigilla un brano dominato inoltre dalle evocative vocals e da una sei corde lacerante. Intenzioni ribadite dalla tellurica title-track, bell’esempio di come i nostri sappiano ben controllare i loro impeti. L’ottima produzione di Tommy Talamanca (Sadist, che si presta pure come tastierista) contribuisce non poco al perfezionamento del verbo esecutivo del capacissimo trio, che in “Ethik” va a rileggere i trattati progressivi estesi da Steven Wilson e dai suoi Porcupine Tree. Psichedelica e progressive s’intrecciano in un abbraccio mortifero che stupirà anche il più esigente dei cultori della musica non convenzionale, decisamente elitaria ma mai spocchiosa e fine a se stessa. Il fiuto di Francesco, mainman di MKM, viene confermato da quanto ci viene concesso nella porzione restante del ciddì, i Demetra Sine Die sono più che una semplice promessa, lo dimostrano la breve “Dilemma” (ora squassante, ora agile, sempre nervosissima, con delle keys spaziali ad arricchirne il sound), la labirintica e psych “Magma” (un pizzico di Neurosis, un altro di A Perfect Circle, qui Marco si conferma grande interprete, degno seguace di Maynard James Keenan), l’interessante sviluppo della disperata “Art of rebellion” e la bella coppia finale “Polydrome” e “Skinless”. Ho apprezzato Council from kaos nella sua totale intierezza, dal primo all’ultimo suo afflato, non capita sovente, oggidì…

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