Hocico

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Hocico a Prato, Foto di Grendel

Una cyber-folla agghindatissima e multicolore (ma forse sarebbe meglio dire fosforescente…), “plasticosa” al punto giusto e di altezza decisamente superiore alla media (ah, che grande invenzione sono stati i platform boots!) ha accolto con enorme entusiasmo l’ennesima calata in terra italica degli Hocico, uno dei pochi electro-acts che nel nostro paese riescono a riempire i locali, richiamando un pubblico proveniente da ogni dove. Lo storico gruppo formato da Racso Agroyam e Erk Aicrag non ha infatti bisogno di presentazioni, e con il recente Memorias atrásha dimostrato ancora una volta di essere tra i più degni rappresentanti della scena harsh, ma c’è da sottolineare che è soprattutto dal vivo che il duo messicano riesce a dare il meglio di sé, proponendo un sound corposo e tirando fuori un’energia incredibile, oltre che estremamente contagiosa.

Il (non facile) compito di aprire la serata è toccato ai romani Nydhog, progetto nato nel 2004 per volontà del musicista Riccardo Rieti (il quale, in versione live, si fa affiancare dal drummer Ed.ward…) e dedito a sonorità electro/EBM piuttosto “pompate” e robuste, oltre che caratterizzate da un forte appeal danzereccio. Devo dire che i due si sono dimostrati all’altezza della situazione, riuscendo con una certa facilità a riscaldare un pubblico che probabilmente li conosceva più di nome che di fatto, ma li ha comunque accolti con favore e ne ha apprezzato la proposta. Poco prima delle 23.00 (cioè quando è iniziata la loro esibizione…) il Siddharta era già molto pieno, per cui credo che i Nydhog potranno archiviare l’esperienza pratese tra gli “eventi da ricordare”, e considerarsi assai fortunati per aver svolto il ruolo dei co-protagonisti di un evento così importante.

Ma veniamo al clou della serata e ai chicos di Mexico City, tanto diversi quando ben appaiati: da un lato c’è lo smaliziato frontman Erk, uomo-furetto che si agita come un ossesso, va su e giù per il palco venti volte in un minuto e cerca spesso il contatto con le persone delle prime file, mentre dall’altro c’è il bizzarro ed enigmatico tastierista Racso, un personaggio che mi ha sempre incuriosito per la sua imperturbabilità e l’apparente distacco con il quale vive la performance. Sinceramente, a guardarlo, non si capisce se a) sia molto timido, b) sia concentratissimo su ciò che fa, oppure c) se le sue pose a dir poco statuarie siano studiate a tavolino, ma resta il fatto che l’abbinamento tra lui e l’ultra-dinamico vocalist è davvero azzeccato, e dal punto di vista scenico rappresenta una sorta di valore aggiunto. Quello che però mi ha stupito di più è stata la reazione della gente: quando si tratta di concerti rock o metal gli italiani sanno dare il meglio di loro, “infiammandosi” e lasciandosi coinvolgere dalla situazione, ma questo di solito non accade quando ad esibirsi è una formazione electro, e il massimo che può succedere è che i presenti si mettano (timidamente) a ballare nel loro angolino. Stavolta invece il calore dei fan e la bella atmosfera creatasi hanno reso il tutto speciale anche per chi, come la sottoscritta, preferisce i live-show durante i quali c’è uno scambio di energia tra gli spettatori e il gruppo, e l’adrenalina scorre a fiumi.

Racso e Erk hanno il piglio e la sicurezza di quei musicisti che sono sulle scene da anni e sanno benissimo come attirare l’attenzione dei fan, i quali peraltro si sono esaltati sia con i nuovi brani tratti dal già citato Memorias atrás (vedi ad esempio “A fatal desire” o “The shape of things to come”) che con i vecchi hits della band (“Poltergeist”, “Forgotten tears” ecc. ecc.), ma in più c’è da dire che i due cuginetti terribili hanno qualcosa che fa la differenza tra loro e (quasi) tutti gli altri, ossia danno l’impressione di “crederci” davvero e possono contare su un sound che, per quanto orecchiabile e diretto, è malsano e aggressivo abbastanza da non risultare mai scontato. A coloro che ancora non li avessero visti dal vivo, e apprezzano anche solo un po’ il genere cui sono dediti, consiglio di non perdere i loro prossimi concerti: andateci tranquilli, e vi divertirete da matti!

Hocico a Prato, Foto di Grendel

Links:

Hocico: sito ufficiale

Hocico @ MySpace

Nydhog @ MySpace

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