Mandragora Scream: Dragonfly

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Ver Sacrum L’aspetto visivo è una componente essenziale dell’umbratile universo fantastico dei Mandragora Scream. Un progetto che è maturato costantemente nel tempo, sviluppando in profondità le idee e le intuizioni di Morgan Lacroix e di Terry Horn. La pubblicazione dell’ottimo “Madhouse” (2006) ha fatto il resto; grazie agli ottimi responsi ottenuti da questo disco ed alla esponenziale considerazione riservatagli, MS è ora uno degli insiemi più rispettati dell’intiero panorama metal italiano (termine per la verità che risulta riduttivo…). Finalmente il genio dei suoi ideatori trova la giusta visibilità pure su supporto-DVD, grazie a Dragonfly, opportuna celebrazione di un decennio di attività di alto livello. Contattai Morgan nel 1999, e rimasi fin da subito colpito dalla sua determinazione e dalla sua professionalità. Mi inviò una copia di un promo pubblicato in via indipendente quell’anno, registrato nei celebri New Sin Studios da una band allora formata da Oleg Smirnoff (Eldritch/Death SS), Anton Chaney, Vincent Phibes e da Luigi Stefanini. E’ storia ormai, ma il seme della passione è germogliato, ed ora la brava performer ed autrice può raccoglierne i frutti. Dragonfly non accampa pretese di completismo, contenendo nel suo scrigno prezioso le clip di “Dark Lantern” e di “Blight thrills” e le riprese dal vivo di “Jeanne d’Arc” (Gothica Festival di Budapest anno 2007), della bella e toccante “Child of the moon” e di “A vision they shared” (sempre Gothica, 2003), oltre a due belle photo gallery (una estesa ed una più contenuta) di “Madhouse” ed il making of delle recording sessions di “Fairy tales fron Hell’s caves”, il disco che segna l’inizio dell’ascesa del combo alla notorietà. Chicche del prodottino, custodito in una gradevole confezione cartonata, le cinque unreleased tracks (“Haunted heart” in versione acustica, il remix di “Dark lantern” ed i singoli “Jeanne D’Arc”, “Spiritual Leadin” e “Lunatic asylum”). Non è finita, in quanto il cofanetto contiene una preziosa copia del pluri-citato “Madhouse”, vicenda di amore e di dannazione concepita da una ispiratissima Morgan Lacroix, coadiuvata dal fido Terry e da uno staff di ottimi musicisti quali Jack Lowell (tastiere), Brian Lacroix (batteria) e Lena Drake (basso). Indiscutibile il valore di tracks quali “Haunted heart” e “Blight thrills”, di “Redeemer” e della ballad “Ghost of swan”. Una storia obscura ed avvincente, un masterpiece di metallo dark e gothicheggiante che non teme assolutamente il confronto con tante, troppo celebrate pubblicazioni provenienti da oltre confine. Dragonfly è acquisto indispensabile per tutti coloro che apprezzano la musica di valore, al di la delle inclinazioni e dei gusti.

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