Violet Tears: Breeze of solitude

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Ver Sacrum Quanto già ascoltato su Cold memories & remains mi fece apprezzare l’opera di questi ragazzi, e le buone impressioni allora generate da quelle canzoni vengono confermate appieno da quanto contenuto nell’ultimo Breeze of solitude, oggetto della mia presente. E’ il sound avvolgente, melodico e darkeggiante a prevalere in gradevoli episodi quali “Rising tide”, “Eternal illusion” e “Homecoming”, ove prevale ancora una volta la tendenza ad interpretare con gusto e pacatezza le urgenze espressive generate dagli afflati degli ideatori. Sonorità decisamente americaneggianti, significando questo che stiamo attraversando territori affini alle proposte di casa-Projekt, con uno strumentiamo mai sopra le righe ed una voce – muliebre, di Carmen De Rosas – intonata e perfettamente calata nel contesto di ogni singolo brano. L’ottimo lavoro svolto da Claudio Contessa, chitarra (e voce su “Dimenticàti”, che porta la sua firma), da Gianluca Altamura, batteria e da Claudio Cannella, basso e chitarra, va ben oltre il compito affidatogli, interagendo magnificamente con la brava Carmen, e creando pezzi di pregevole fattura e di mai ostentata, ma ben viva eleganza. Non c’è dubbio che Breeze of solitude rappresenta per i Violet Tears una conferma delle proprie capacità ed una significativa tappa nel lungo percorso artistico che li porterà, se sapranno perseverare su questi livelli, ad una meritata consacrazione.

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