Ascension Of The Watchers: Numinosum

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Ver Sacrum Che Burton C. Bell, carismatico cantante dei Fear Factory, fosse un gran bel personaggio lo si sapeva da anni, ma sentirgli affermare che è sempre stato un appassionato di gothic e di rock sperimentale mi ha fatto un certo effetto, tanto più che tra i suoi gruppi preferiti ha citato gente come gli Young Gods o i Fields Of The Nephilim! Da qualche tempo il nostro ha lasciato l’assolata Los Angeles e vive in Pennsylvania, dove evidentemente ha trovato l’ispirazione giusta per concepire questo Numinosum, album abbastanza interlocutorio che necessita di numerosi ascolti per essere compreso appieno. Con l’aiuto degli altri due membri ufficiali degli Ascension Of the Watchers, ossia John Bechdel (Ministry, Killing Joke, Prong) e Edu Mussi, il buon Burton ha iniziato a lavorare su sonorità ben diverse da quelle a cui eravamo abituati, e il risultato di tutto ciò sono brani di qualità alterna, talvolta interessanti ma in qualche altro caso un po’ scontati o difficili da digerire. Nella prima categoria inserirei episodi come “Mars becoming” (il suo incedere lento e ipnotico, ma anche la sua pesantezza, lo rendono particolarmente godibile…), “Residual presence” (oscuro quanto basta per piacere pure ai darkettoni vecchio stampo) o la cover di “The sound of silence” di Simon & Garfunkel (!), mentre nella seconda piazzerei il melenso “Moonshine”, il palloso “Violent morning” (mamma mia che tristezza ascoltare vocals del genere abbinate a un’orrida cantilena pseudo-folk…) e anche l’inutilmente lungo “Quintessence”. Insomma, mi pare più che giusto che uno sulla soglia dei quaranta abbia una crisi di identità e si voglia mettere alla prova, inoltre questi AOTW, a differenza di tanti side-projects che ci sono in giro, hanno il loro perché, ma non nego che sentendo il disco mi è venuta una gran nostalgia dei Fear Factory, e mi auguro che il biondo cantante torni presto a lavorare con loro invece di proseguire sulla via della sperimentazione.

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