Einstürzende Neubauten

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Milano, Alcatraz 10/04/2008

Einstürzende Neubauten a Bologna, Foto di Christian Dex © Ver Sacrum

Prima di tre date italiane (e seconda in assoluto del lungo tour europeo), la tappa milanese dell'”Alles Wieder Offen Tour” si rivela un autentico trionfo per gli Einstürzende Neubauten. Un Alcatraz non “sold out” ma comunque gremito da un pubblico assai numeroso, caloroso e partecipe (come lo stesso Blixa riconoscerà al termine di uno dei brani: “You were beautiful as always”) fornisce una degna cornice ad un concerto che si rivelerà ottimo.

Dopo una sosta alla zona merchandising (che verrà letteralmente presa d’assalto prima e dopo il concerto, offrendo cd, dvd e magliette a prezzi più che buoni) e qualche chiacchiera coi numerosi amici presenti, siamo pronti ad assistere al concerto. La storica formazione tedesca offre al solito al suo pubblico uno spettacolo dove la qualità della proposta musicale viaggia di pari passo alla quantità (due ore abbondanti di spettacolo); chi vi scrive non è da annoverarsi tra i fans piu’ accaniti degli EN, eppure quello a cui assisto stasera è il mio quinto concerto di Blixa Bargeld & co. proprio perchè è dal vivo (a mio avviso ovviamente) che essi danno il meglio di sé, sprigionando un’energia non comune che rende molti brani più convincenti di quanto già non siano su disco.

Un ruolo fondamentale è poi giocato dalla presenza scenica di Blixa (grande istrione) e dei suoi compari: da ricordare al riguardo l’esecuzione “futurista” di “Let’s do it a dada”, oltre al fascino della loro particolare strumentazione (lamiere, tubi, taniche e marchingegni vari che fanno bella mostra di sé su un palco per il resto abbastanza minimale: un pannello alle loro spalle e sei lampadari che pendono dal soffitto).

La scaletta è stata logicamente imperniata sull’ultimo album Alles Wieder Offen, che è stato eseguito in maniera praticamente integrale tra main set ed encores ed in generale ci si è soffermati sulla produzione più recente degli EN, attingendo più da Silence is Sexy e pochissimo da Perpetuum Mobile (da questo disco è stata eseguita la sola “Dead friends around the corner” e per i dettagli vi rimando alla scaletta integrale sottostante). In tali album i tratti più smaccatamente “industrial-rumoristici” degli esordi sono stati smussati, a favore di un sound maggiormente articolato e “delicato”, senza per questo perdere nulla in fascino e creatività.

Come già detto, è proprio nella dimensione “live” che tali brani vengono esaltati e così è stato anche stasera: due ore di grande musica, un’esibizione generosa ed impeccabile che non ha fatto altro che conclamare il valore di Blixa e compagni, artisti e professionisti esemplari. Dopo quasi trent’anni di carriera la stella degli EN brilla ancora e promette di farlo ancora a lungo.

Candyman

Bologna, Estragon 12/04/2008

Einstürzende Neubauten a Bologna, Foto di Christian Dex © Ver Sacru

Ci sono gruppi che col passare del tempo non invecchiano ma anzi riescono sempre a proporre cose nuove e interessanti. Fra questi sicuramente annovero gli Einstürzende Neubauten, convincenti sia su disco (il cui ultimo Alles Wieder Offen ho colpevolmente tralasciato dalla mia playlist 2007) che soprattutto dal vivo. La classe non è acqua, si sa, e nella performance bolognese Blixa e compagni hanno davvero dimostrato di essere degli autentici campioni, che fanno scomparire al loro cospetto fior fiore di band molto più famose di loro.

Non che gli Einstürzende Neubauten siano un gruppo per pochi intimi: sarà il fatto di stare sulle scene da quasi 30 anni; sarà che volenti o nolenti sono i padri spirituali di molte formazioni alternative; vuoi pure la militanza nei Bad Seeds di Blixa Bargeld, che sicuramente ha reso familiare il nome Neubauten ai fan di Nick Cave, o vuoi magari per la tanto vituperata pratica del download illegale, sicuramente disastrosa per le finanze di una band ma di contro assai preziosa per far conoscere in giro la propria musica. Insomma, quali di questi siano i fattori chiave per spiegare la popolarità dei Neubauten al giorno d’oggi non lo so, ma di fatto mi sono stupito e non poco nel vedere l’Estragon di Bologna, non certo un locale piccolo, davvero pieno di gente, di ogni età e appartenenza a scene alternative. Non solo: ad ogni pezzo proposto il pubblico rispondeva con grande entusiasmo, segno quindi che l’audience bolognese aveva ottima familiarità con la musica dei Neubauten. Per non parlare poi delle richieste a gran voce di vari brani, in particolare “Halber mensch”, non certo il pezzo più orecchiabile del gruppo, cosa che ha suscitato lo stupore di Blixa Bargeld, tanto che alla fine ne ha intonato anche un frammento.

La scaletta del concerto ha attinto solo e soltanto dagli episodi recenti della band berlinese, un po’ da Perpetuum Mobile, abbastanza da Silence is Sexy e molto da Alles Wieder Offen, i cui brani hanno giovato molto dagli arrangiamenti live. Strepitosa in questo senso è stata la versione di “Let’s do it a Dada”, in cui Blixa ha reso omaggio a Russolo (vi ricordate il suo Intonarumori?) e in generale al Futurismo italiano.

E’ innegabile come la musica dei Neubauten degli ultimi anni sia radicalmente cambiata: la sperimentazione fragorosa degli esordi è stata sostituita da un’attenzione marcata verso le melodie, in un’ottica di sottrazione anziché di stratificazione dei suoni, puntando alla definizione di una nuova estetica in cui il “silenzio è sexy”. Se tutto ciò è assai evidente su disco, tanto che l’ascoltatore distratto può non far caso alle “fonti” sonore che costituiscono la trama dei brani, dal vivo la natura “tellurica” dei Neubauten si disvela appieno, insieme a quell’approccio selvaggio verso i rumori che il tempo ha reso sì più civilizzato ma non ne ha limitato la potenza.

Grandioso è stato il lavoro di N.U. Unruh e del percussionista Rudi Moser che si sono è prodigati nel rendere coerenti e “intonati” barre metalliche, vasi, enormi tubi di plastica, molle, taniche di benzina e mille diavolerie ancora. Il culmine di questo delirio rumoristico si è avuto quando N.U. Unruh ha rovesciato un supporto sospeso dal quale sono cadute fragorosamente centinaia di barre metalliche.

Alexander Hacke si è dimostrato poi bassista sopraffino, vero motore del suono Neubauten e a suo modo personaggio simpaticissimo, un po’ rockstar e un po’ gigione. Blixa per la sua forma strepitosa sembra davvero aver stipulato un patto col diavolo (sì ok, è un filo “imbolsito” rispetto al look anoressico dei primi anni ’80) e si è dimostrato capace di strepitose performance vocali. Era inoltre estremamente a suo agio sul palco e ha intrattenuto il pubblico parlando spesso e facendo anche delle simpatiche battute. Bravi anche gli altri due membri della band, ovvero il chitarrista Jochen Arbeit e il tastierista Ash Wednesday.

Il concerto è andato avanti per oltre due ore nell’entusiasmo di tutti i presenti, una dimostrazione che questi “palazzi che crollano” sebbene non più “nuovi” hanno ancora tanto da dire e da dare al proprio pubblico.

Christian Dex

Scaletta Milano
Die Wellen
Nagorny Karabach
Dead Friends (Around the Corner)
Let’s do it a da da
Weil Weil Weil
Unvollständigkeit
Tagelang Weiss
Rampe
Von Wegen
Die Befindlichkeit des Landes
Susej
Ich warteSabrina
Ich hatte ein Wort
Wenn Dann
Alles

Dave

Scaletta Bologna
Die Wellen
Nagorny Karabach
Dead Friends (Around The Corner)
Let’s do it a Dada
Weil weil weil
Unvollstaendigkeit
Tagelang Weiss
Rampe / Von wegen
Sabrina
Die Befindlichkeit Des Landes
Susej
Ich warteEin leichtes leises Säuseln
Heaven Is Of Honey
Ich Hatte Ein Wort
Alles

Youme & Meyou

Einstürzende Neubauten a Bologna, Foto di Christian Dex © Ver Sacrum

Links:

Einstürzende Neubauten: sito ufficiale

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