Edo Notarloberti: Silent prayers

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Ver Sacrum Oh!, come vorrei poter cristallizzare le emozioni. Inserirle in una bacheca, darle loro un appellativo, un titolo. Così da poterle trarre nei momenti di solingo sconforto, e bearmene… Sicuramente, i miei giuovini lettori avezzi allo istromento elettronico mi richiamerebbero all’attualità coi loro files, ma Hadrianus (homo medioevalis…) si contenta della memoria, collegando i ricordi ad una melodia. “Silent prayer” (il brano numero due di questo pregevole dischetto) rappresenta una bella occasione per purificare l’animo esacerbato da quanto accade attorno a noi, e che non possiamo disconoscere, ed immergersi in fragranti balsami tonificatori, nel corpo e nell’ispirto. L’amico Edo Notarloberti, il Maestro Notarloberti (Argine ed Ashram, quivi alla prima prova solista), appartiene a quella schiera di musici virtuosi che sanno adoprare con delicatezza estrema la bravura della quale sono naturalmente dotati, e lasciar fluire così le note, come la carezzevole brezza serotina ci delizia dopo una giornata di terribil arsura estiva. Lirismo altissimo per Musica romantica, melancholica, profondissima, arrangiata magnificamente ed abbellita da voci assolutamente… belle (Valentina Judie Del Giudice e Salvio Sammartino)! Perché non v’è verbo, se non questo semplicissimo, che può altrimenti descrivere “Preludio on my skin” ovvero “Let it be except for love”. Nove brani, un’unica, intensissima emozione (grazie al piano di Martina Mollo ed al cello di Giampaolo Nigro). Amen, altro non aggiungo, e lascio che la dolcissima commozione mi prenda e mi trascini via, lontano e lontano, sulle ali leggiere di questo violino…

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