Ladytron: Velocifero

0
Condividi:

Ver Sacrum Meravigliosi Ladytron. Dopo due album (604 e Light and Magic) pregevoli, ma forse un po’ limitati dall’elettronica “minimale” che li caratterizzava, i nostri segnano un altro punto vincente con il nuovo Velocifero, disco che si muove lungo le coordinate tracciate dal precedente, ottimo, Witching Hour, contaminando l’elettro-pop col rock e creando canzoni dai refrain frizzanti ed irresistibili, senza per questo scadere nel banale. La musica dei Ladytron è orecchiabile e “pop” nel senso più puro del termine, ma mantiene pur sempre quell’alone di “alternatività” che la rende “per molti, ma non per tutti”. Il disco si apre con “Black cat” ed anche in questo il nuovo disco conferma le similutidini con Witching Hour, vista l’affinità tra questo brano è “High rise” (opener dell’album precedente); è quindi la volta di “Ghosts” e “I’m not scared”, due brani che, pur non possedendo il fascino di “Destroy everything you touch” (per chi scrive, canzone perfetta e capolavoro della band inglese) sono comunque ottimi ed aprono la lunga serie dei potenziali “hits” di questo disco. Serie che trova in “Runaway”, tormentone ipnotico ed irresistibile, e “Burning up” due nuovi capitoli; si prosegue con “Season of illusion” e “They gave you a heart, they gave you a name”, che incarnano il lato più melodico dei Ladytron. Come nei dischi precedenti, ecco un pezzo in lingua bulgara, per l’ interpretazione di Mira Aroyo: “Kletva”; “Predict the day” e “Deep blue” sono forse i brani più vicini alle sonorità prettamente “elettro” dei primi due album; è la volta di “Tomorrow”, altro potenziale “hit” che precede la conclusiva “Versus”. Velocifero, sciorina 54 minuti di eccellente musica elettro-pop rivelandosi sicuramente tra i migliori dischi dell’anno in corso.

Condividi:

Lascia un commento

*