Miss Construction: Kunstprodukt

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Ver Sacrum Dalle ceneri di Tumor, progetto definitivamente accantonato, l’ineffabile Chris Pohl dà vita a Miss Construction, rendendo merito a chi a suo tempo disse che “una volta toccato il fondo, si può sempre iniziare a scavare”. Kunstprodukt è un disco di (ormai non) rara burinaggine ed il fatto che sia un prodotto concepito esclusivamente per il dancefloor, come ben sottolineato sulla pagina Myspace del gruppo, non basta certo (a mio modesto avviso, ovviamente), a giustificare il livello totalmente becero di questo disco, massima espressione d’ignoranza e cafonaggine. Uno scempio che si protrae per ben 77 minuti, tra ritmi technoidi e pseudo-industrial che trovano la sua “esaltazione” in “Fuck me too”, brano destinato all’immortalità sopratutto per via del suo meraviglioso testo, imperniato su due concetti base: “Kiss my ass… Lick my pussy” … eh già, la trasgressione! Ma non è certo l’unica “perla” di un lavoro che pone la sua seria candidatura a disco più brutto dell’anno: da segnalare il rifacimento (in peggio, ovviamente) di “Totes Fleisch”, vecchio pezzo del repertorio Terminal Choice, la filastrocca “Eins und zwei”, “Pornostar”, “Fuck you bitch” (tanto per ribadire il concetto) ecc.. veramente arduo scegliere il peggior pezzo del lotto. In pratica Chris Pohl sale con qualche anno di ritardo sul carrozzone di Combichrist e i suoi derivati, ma lo fa nel peggior modo possibile, con la sua consueta grazia e buongusto… Disco “esemplare” dell’assoluta deriva di una certa frangia della scena elettro… e che pertanto troverà certamente anche qualche estimatore.

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