Nick Cave & The Bad Seeds

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Nick Cave & The Bad Seeds a Sesto Fiorentino (FI), Foto di Grendel

Meno male che il 30 maggio, a esibirsi nel parco della Villa Solaria di Sesto Fiorentino, c’era Nick Cave e non un Pinco Pallino qualunque, altrimenti chissà come sarebbe andata a finire… Il fatto è che da giorni le previsioni meteo promettevano pioggia e temporali, per cui i fan del Re Inkiostro (sottoscritta compresa) si sono presentati all’appello muniti di giubbetti impermeabili, felpe con cappuccio e ombrelli, oltre che pieni di dubbi sul possibile andazzo della serata. L’idea che una piovuta potesse rovinare la festa ha seriamente sfiorato le menti della quasi totalità di coloro che si trovavano sul posto, eppure le sorprese e le soddisfazioni non sono mancate…

Ma veniamo alla cronaca: sul gruppo di supporto ho davvero poco da dire, un po’ perché la performance che ha visto protagonisti Ed Kuepper (cantante/chitarrista australiano che è stato tra i co-fondatori della punk band The Saints) e il batterista Jeffrey Wegner si è rivelata di una noia mortale (basta con queste scontatissime lagne pseudo folk-rock per pensionati, non se ne può davvero più!), e poi perché ho visto soltanto metà del loro (comunque lungo) concerto e ho passato tutto il tempo a scrutare il cielo per cercare di capire se la fortuna ci avrebbe assistito o meno.

Nick Cave e i suoi Bad Seeds (in totale i musicisti sul palco erano sette, con ben due batteristi…) si sono presentati al pubblico poco prima delle 21.30, attaccando con l’acida e intensa “Night of the lotus eaters” (tratta dal recente album Dig!!! Lazarus Dig!!!), subito accolta da un’ovazione. Dopo neanche un minuto si è capito che il frontman australiano era in una forma strepitosa, non solo fisicamente (di persona appare meno imbolsito rispetto alle foto, inoltre ha l’agilità e le movenze di un trentenne!) ma anche dal punto di vista vocale, dato che non ha avuto cedimenti nemmeno verso il termine dell’esibizione. Il signor Cave è un ammaliatore, staresti ore e ore a sentirlo e a guardarlo mentre si sbatte come un ossesso, ma oltre a ciò è pure divertente, sa stuzzicare i fan facendo un sacco di battute e non dà l’impressione di essere la solita rockstar boriosa e antipatica. Accanto a lui c’era il fido Warren Ellis, una specie di freakkettone pazzo che usa chitarre di dimensioni ridottissime e che fa cose strane anche con il violino, appoggiandoselo sulle gambe e suonandolo come si farebbe con un basso o una chitarra, mentre il resto del gruppo ha svolto egregiamente il proprio compito ma è risultato un po’ statico (a parte i due batteristi, gli altri non erano poi così interessanti da osservare in azione, vedi ad esempio l’irrilevante presenza scenica di Mick Harvey!).

La consapevolezza che la band avrebbe proposto quasi tutti i pezzi del nuovo (e a mio parere molto valido) cd mi aveva spinto ad andare al concerto, era infatti ovvio che brani già di per sé parecchio ruvidi, “marci” e spigolosi sarebbero risultati ancora più devastanti dal vivo, e le versioni proposte di “We call upon the author”, “Midnight man”, “Moonland”, “Jesus of the moon” e “Today’s lesson” l’hanno dimostrato. Riguardo invece ad alcuni dei classici, “Tupelo” è stata a dir poco infernale e “Red right hand” esaltante, mentre “Deanna” ha divertito come al solito (da notare che durante la sua esecuzione è arrivato il primo scroscio di pioggia…), “The mercy seat” ha stupito (l’arrangiamento proposto l’ha resa decisamente meno oscura rispetto all’originale) e “Into my arms” ha colpito dritto al cuore, ma è con “Stagger Lee” che si è toccato l’apice, con un Nick Cave indiavolato e bagnato fradicio a deliziare i presenti con una performance memorabile.

Sulla questione del “bagnato fradicio” è doveroso aprire una parentesi: osservare un fighissimo (c’è poco da fare, lui riesce ad esser tale anche coi quei baffetti!!) cinquantenne che, invece di starsene al coperto e all’asciutto, ha passato la maggior parte del tempo nella parte di palco più vicina al pubblico e esposta alle intemperie mi ha colpito molto, perché non c’è niente di meglio che vedere il fuoco e la passione negli occhi di un musicista che stimi e apprezzi da tanto tempo. Non so in quanti, al suo posto, avrebbero fatto lo stesso, e non so quanti altri gruppi avrebbero saputo creare un’atmosfera così bella in condizioni simili, per cui quella che poteva trasformarsi in una serata da incubo si è rivelata un’esperienza da ricordare sì con un sorriso, ma pure con una certa commozione. Normalmente si dice che “la classe non è acqua”, ma stavolta è risultato vero l’esatto contrario…

Setlist concerto:
Night of the lotus eaters
Dig, Lazarus, dig!!!
Tupelo
Today’s lesson
Red right hand
I let love in
Midnight man
The mercy seat
Deanna
Lie down here
Moonland
The ship song
We call upon the author
Papa won’t leave you, Henry
More news from nowhere

Get ready for love
Hard on for love
The lyre of Orpheus
Into my arms
Jesus of the moon
Stagger Lee

Nick Cave & The Bad Seeds a Sesto Fiorentino (FI), Foto di Grendel

Links:

Nick Cave & The Bad Seeds: sito ufficiale

Ed Kuepper @ MySpace

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