Ticket to Hell: Man made Paradise

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Ver Sacrum Un Paradiso grondante sangue, quello ipotizzato da Jacobo Còrdova. Esso in fatti è l’unico responsabile del massacro soniko perpretrato dalla sua creatura TtH, e “Man made Paradise” ne costituisce un ben evidente manifesto. Già attivo per oltre un decennio con Antiqua e Project Firestarter, il nostro prende la ardita decisione di rendersi unico responsabile del proprio operato (i solos di chitarra sono però firmati da Cesar Tarello), dando inizio a questo nuovo progetto che lo porta ad esplorare nuovi percorsi lastricati di plasma e di distruzione. L’origine risale al 2006 ed al demo omonimo, trasposizione nell’attualità del più devastante thrash ottantiano di derivazione Slayer e Destruction, modernizzandolo quel tanto da renderlo appetibile anche ai giuovini metal-kids, i quali saranno ben felici da farsi travolgere dalla folle ed insensata velocità di “Ticket to hell” (il brano) e di “Dynasty” (no-Kiss relations!), degne figlie del credo professato dal quartetto Araya/King/Hanneman/Lombardo ed inducenti ad uno stordente head-banging. L’apporto tecnico ovviamente è minimale, come erano ridotte all’essenziale le belluine prove di forza muscolare ingaggiate dal compianto Quorthon coi suoi primi Bathory, d’altronde non è la finezza del cesello che gli appassionati del genere ricercano nei prodotti ad essi dedicati, prediligendo il cozzare delle asce ed il mulinare delle mazze. Cruda violenza che illustra paesaggi desolati ingombri di corpi smembrati, di arti mutilati, di ossa esposte ad un sole morente, acquistate il vostro biglietto per l’Inferno (chissà che Jacobo non si sia ispirato agli italici prog-rockers !), e che il viaggio abbia inizio. Buona fortuna!

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