Ashbury Heights: Morningstar in a black car

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Ver Sacrum Tra i gruppi che si sono messi maggiormente in evidenza nel corso del 2007, un posto d’onore spetta sicuramente agli Ashbury Heights, autori di un ottimo album come Three cheers for the newly deads, disco di delizioso synth-pop impreziosito da rimandi alla miglior new-wave anni’80, che trova ora la sua ideale prosecuzione nel nuovo mcd Morningstar in a black car. Nove tracce, tra inediti e remix, in cui il duo svedese dà nuovamente sfoggio del suo talento nel comporre irresistibili pezzi “pop”; a dominare la scena è l’ottima “Spiders” (il cui videoclip completa la tracklist del disco), brano dalla linea melodica immediata, ballabile ed allo stesso tempo velata di malinconia, un eccellente pezzo che non delude nemmeno nel remix realizzato da UnterArt. “Die by numbers” e “Smile” sono altri due deliziosi pezzi elettro-pop, remixati rispettivamente da Agonoize e Marsheaux; inutile dire che la prima è preferibile nella sua versione originale rispetto a quella realizzata da Mike Jonson e compagni, mentre le due ragazze greche danno il loro contributo, rileggendo “Smile” attraverso il loro classico tocco “elettro-minimal-retrò”. L’ultimo remix è quello di “Stormbringer”, sinceramente non molto diverso dalla versione originale inclusa nell’album, mentre a completare la tracklist (che vi ho raccontato in ordine sparso), sono la title-track e “World coming down” (quest’ultima francamente mediocre, vero anello debole del disco). Nel complesso, Morningstar in a black car è un prodotto piu’ che buono, ideale complemento per chi già aveva apprezzato l’album d’esordio degli Ashbury Heights; chi invece ancora non li conosce si dia da fare.

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