Glimmer Void: Souls parade

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Ver Sacrum Gli ellenici Glimmer Void si dimostrano assai indecisi circa la direzione artistica da intraprendere, oscillando tra tentazioni new age (a la ERA…) ed ambiti più impegnati, e producendosi in una prova assai carente in spessore, sebbene le buone idee non manchino, ed emergano a tratti nel corso dei quattro episodi lunghi di Souls parade. L’aura epica e misticheggiante ch’essi vorrebbero ricreare non trova riscontro in queste composizioni, piatte e prive del necessario mordente che le renderebbe almeno piacevoli. La migliore del lotto si rivela decisamente “The void in the mirror”, nella sua candida semplicità. Da rivedere la lunga “The calling”, lunga ed estenuante riproposizione di clichè stra-abusati, imbarazzante nella sua vacuità è la strumentale e conclusiva “A soul’s parade”. Spiacenti, ma non ci sentiamo di promuovere Souls parade, rimandiamo a settembre i suoi autori.

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