Jesus On Extasy: Beloved enemy

0
Condividi:

Ver Sacrum Con la pubblicazione del debut Holy beauty (2007) i Jesus On Extasy hanno raggiunto buoni livelli di notorietà nella scena industrial-rock europea e hanno fatto ben sperare tutti i fan del genere appena citato, che credevano di aver trovato una nuova (e interessante) band da seguire. Purtroppo, però, le cose non sono andate come previsto, e il combo tedesco si è rivelato molto meno talentuoso di quanto poteva apparire all’inizio, affermazione che trova riscontro sia nel caso delle performance dal vivo (chi di voi ha avuto la sfortuna di vederlo in azione sa quanto sia soporifero e poco coinvolgente…) che per quanto concerne la nuova release, intitolata Beloved enemy. L’idea che sta alla base di questo progetto musicale, cioè quella di dar vita a un ibrido tra industrial-metal e pop, non sarebbe male per la verità, ma la sua realizzazione concreta convince solo a tratti perché il secondo cd del quintetto appare poco incisivo e ricco di sbavature. Ci sono troppe canzoni (e quindi molti riempitivi, vedi ad esempio gli imbarazzanti “Sometimes”, “You don’t know anything”, “Church of extasy” o “Lies”…), le melodie sono spesso scontate e ruffiane, le vocals di Dorian Deveraux non sono sempre perfette (qualche stecca, ogni tanto, gli scappa alla grande!) e il mixaggio è pessimo, per cui quello che esce fuori è un sound un po’ strano, compresso e ovattato. Peccato poi che il gruppo non sfrutti a dovere la presenza della brava pianista Ophelia Dax/Leandra (proprio in queste pagine troverete anche la recensione del suo solo-album…), una che ha decisamente più talento degli altri suoi compari messi insieme, ma che a quanto pare non può influire granché sulle loro scelte artistiche. Insomma, con questo disco i JOE hanno fatto un bel passo falso, e chissà se riusciranno mai, in futuro, a convincerci di valere qualcosa…

Condividi:

Lascia un commento

*