Mono Inc.: Pain, love & poetry

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Ver Sacrum I Mono Inc. sono la classica band che, se ben consigliata da un bravo produttore e da un curatore d’immagine (guardate le foto dei ragazzi che ne fanno parte e poi ditemi se non ne avrebbero bisogno!!), potrebbe combinare qualcosa di buono e riuscire persino a vivere di musica… Già un annetto fa, in occasione dell’uscita del secondo album, mi ero espressa positivamente riguardo la proposta di Martin Engler e compagni, che si traduce in un sound non troppo originale dal punto di vista stilistico ma senz’altro gradevole e d’impatto, oltre che adattissimo a un pubblico di gothic-industrial rockers moderni e dalla mentalità aperta. Con il nuovo Pain, love & poetry il quartetto mostra di aver affinato ancor di più le proprie doti compositive e il gusto per le melodie “super-acchiappanti” (provate a sentire un paio di volte brani come “Sleeping my day away” o “This is the day” e avrete l’impressione di conoscerli da sempre…), ovvero l’asse portante di ognuna delle dodici tracce incluse. Come ho già detto anche in passato, il gruppo tedesco piacerà molto a chi apprezza formazioni come Him, The 69 Eyes o simili (anche se, a differenza delle prime due, i nostri sono un po’ meno metallari e più vicini al pop), ad ogni modo il materiale contenuto nel cd non è influenzato da un’unica corrente musicale ed è abbastanza vario da non annoiare l’ascoltatore (l’unica cosa che avrei evitato, fossi stata nei panni degli autori, è l’inserimento della ballad “Life hates you”, decisamente troppo zuccherosa rispetto al resto). Nonostante ciò che ho appena affermato rimangono dei dubbi sul futuro dei Mono Inc., e sull’effettiva possibilità che hanno di uscire dall’underground: c’è solo da augurargli un pizzico di fortuna in più di quella avuta finora, sperando che possano fare il cosiddetto salto di qualità.

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