System Syn: End

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Ver Sacrum Quarto album per i System Syn, End si rivela forse come il miglior prodotto della band americana. I nostri rimangono fedeli all’elettro/EBM ballabile e melodica, sulla scia di altri progetti statunitensi come Assemblage 23 e Imperative Reaction (band in cui Clint Carney milita come tastierista); se quindi lo stile musicale non è cambiato, ciò che mi fa preferire End ai precedenti album dei System Syn è un songwriting piu’ efficace che in passato. Ciò si evidenzia sopratutto in brani come “Like every insect” e “Broken fingers”, pezzi con ottime potenzialità da singolo, in cui convivono ritmo e melodia e che mettono in risalto la buona interpretazione vocale di Clint. Altri buoni episodi, sul fronte maggiormente “danzereccio” del disco, sono “Open wrists” e “The skeleton of a heart”, mentre pezzi come “The Void” e “Resurface” abbassano il ritmo e prediligono disegnare atmosfere piu’ prettamente elettro-dark. Nel complesso le undici tracce che compongono il disco si mantengono su uno standard qualitativo piu’ che buono, facendo di End un disco decisamente gradevole e catalogabile tra le migliori elettro release di questa prima metà d’anno.

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