Beyond the void: Gloom is a trip for two

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Ver Sacrum Immagino che i sei tedeschini rispondenti al monicker di BtV siano stati soggetti di un autentico giuoco al massacro da parte della stampa specializzata, sport che travalica ogni confine e barriera, quando si tratta di criticare qualcuno. Bellocci ed autori di un metal gothicheggiante e svenevole, nella scia dei migliori (!!) HIM e compagnia (cantante…), come lasciarsi sfuggire l’occasione di trinciar giudizi utilizzando la penna come trattasi d’una affilata accetta? Eppur Gloom is a trip for two non mi dispiace affatto, sia nei suoi aspetti più bombastici ed esagerati (la sparata opener “Her dive into midnight”) che nell’esibizione ostentata di mid-tempos di sicuro effetto (“Faminine” è proprio un bel hit pre-confezionato), anche se alla lunga la generalizzata omogeneizzazione del prodotto lo appiattisce oltre modo. Mi ha entusiasmato la ballatona (fra le dodici tracce queste abbondano…) “Nihilism”, la quale incrocia il goth-love-metal addirittura alle atmosfere decadenti dei Roxy Music (chiamando in causa i loro lavori con Jobson ed addirittura il plastificato, ma formalmente perfetto, “Flesh and blood”). I nostri giungono adunque al loro terzo lavoro, senza spiccare il salto definitivo e preferendo la sicurezza di una formuletta mandata a memoria, e forti di una esperienza live interessante (centinaia di gigs di supporto a L’Ame Immortelle, Anathema, Xandria, Cinema Strange, The Lovecrave fra i tanti), cercano di ritagliarsi un posticino nell’affollata platea del genere. Assai convincente la prova del singer Daniel Pharos, che nel 2006 ha prestato la propria ugola ai Lacrimas Profundere in occasione del tour di questi coi Crematory, nella media il lavoro delle chitarre di Dominik Morgenroth e di Martin Tapparo, sezione ritmica (Claus Legarth ha studiato batteria con Alex Holzwarth, Ultrich Muehlbauer si destreggia al basso) rocciosa come richiesto, Rudolf Pfaffenzeller offre colle sue tastiere il fondamentale tappeto sonoro. Produzione eccellente, idem dicasi pell’artwork.

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